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Essere studenti al tempo della crisi

Redazione Controcampus 23 Aprile 2012
R. C.
23/06/2021

Da giovani si progetta un lavoro, una vita, un futuro e si fa di tutto per realizzarlo ma a volte il fato rema contro e tutti i castelli in aria si infrangono fragorosamente al suolo.

Da questa tremenda e rovinosa caduta due strade possono prendere il via, la strada che soffoca ogni desiderio personale e la strada che con un colpo di reni permette di rimettere insieme i pezzi e con rinnovato vigore e nuove strategie porta di nuovo la gioia.

Cinzia oggi ha 26 anni e vive a Grottaglie, in provincia di Taranto, è fidanzata, ha un’attività ed è finalmente felice dei suoi piccoli ma importanti risultati. Bisogna, però, ripercorrere la sua storia per capire le difficoltà che ha dovuto affrontare. Trasferitasi a Roma a 18 anni, dopo aver finito il liceo, Cinzia inizia a frequentare l’Università La Sapienza. Nel 2008, finita la triennale, piena di speranze consegue un master di primo livello in Gestione e Produzione dell’opera lirica; stava avverando i primi sogni, stava finalmente entrando a piccoli passi nel magico mondo del teatro, e soprattutto del teatro lirico, che nel corso degli anni era diventata la sua vera passione. Cinzia aveva finalmente deciso cosa voleva “fare da grande”, ovvero la direttrice di palco, e per questo nello stesso anno si iscrive alla specialistica in Forme e tecniche dello spettacolo.

Mentre Cinzia prosegue il suo cammino universitario, a casa le cose non vanno per il meglio e la sua famiglia viene investita dalle prime avvisaglie della crisi che oggi vediamo dilagare e travolgere tutto e tutti. Il padre di Cinzia ha diretto per anni insieme al fratello una storica e famosa fabbrica artigianale di produzione di ceramica grottagliese. Un’azienda messa su dal nonno, ma nata prima ancora col bisnonno e che nei tempi d’oro della ripresa economica, aveva all’attivo circa 60 dipendenti. Nel 2009 la crisi costringe il padre e lo zio a dichiarare fallimento, per mancanza di lavoro e per l’impossibilità di saldare i debiti. Quello che era l’unico stipendio in famiglia, il fratello di Cinzia non riesce a trovare lavoro e la madre ha sempre fatto la casalinga, svanisce nel nulla.

Cinzia, quando e come hai scoperto i problemi economici della tua famiglia?
I problemi economici gravi sono cominciati più o meno nel 2001, quando, dopo l’attentato in America, c’è stata una brusca interruzione con il commercio estero; prima i nostri clienti più importanti erano Germania, Inghilterra, Stati Uniti, Australia, Giappone. Un altro problema è stato sicuramente la concorrenza sleale del mercato cinese e purtroppo, da qualche anno, sono diventati dei concorrenti pericolosi anche grossi nomi dell’arredo come Ikea. Però la mia giovane età e la scarsa competenza in materia, non mi hanno permesso di percepire rischi e pericoli di ciò che stava avvenendo: l’impatto duro con la realtà è stato nel 2009. Ricordo come se fosse ieri che il 29 settembre del 2009, quando il tribunale mise i sigilli alla nostra azienda , io ero seduta alla mia scrivania nella stanza in via dei Salentini a San Lorenzo e preparavo l’esame di Storia dell’arte contemporanea…

Cosa hai provato quando hai capito di dover rinunciare alla tua vita da studentessa e tornare a casa, in quella terra che pensavi non avesse niente da offrirti?
Ancora oggi ricordo con tanto affetto i momenti belli e difficili della vita da studentessa, ricordo la spensieratezza e la forza con la quale si affrontavano quelli che sembravano grossi ostacoli. In quei momenti decisivi mi sembrava tutto un sogno, tutto così strano, tutto così irreale, ma dal primo istante ho sempre accettato con amore ed orgoglio questa scelta. Da subito ho tirato fuori tanta grinta e voglia di fare; certo, le difficoltà sono tantissime e ogni giorno diverse, ma è una mia scelta e la porterò avanti. Prima o poi avrò la mia rivincita, mai smettere di lottare per raggiungere i propri scopi, anche se più volte nella vita capita di dover cambiare rotta.

Quale è stato il contraccolpo psicologico sulla vostra famiglia, quali difficoltà avete dovuto affrontare?
La mia famiglia ha subito una crisi dolorosissima, non solo a livello economico, ma soprattutto morale, psicologico e affettivo. Io ho mollato tutto e sono tornata a vivere a Grottaglie, ho continuato a studiare da casa ma subendo un brusco rallentamento. Mia madre ha cominciato a fare la badante e riparazioni sartoriali, io ho cercato e fatto cento lavori diversi, dalla baby sitter alla commessa, dalla segretaria all’animatrice di compleanni, dall’insegnante di danza al doposcuola, insomma anche la possibilità di guadagnare 5 € per me era un sollievo. Mio padre è rimasto vittima di forti crisi depressive ed in più doveva sopportare tutto il clamore sollevato e le vicende processuali ancora in corso.

Quando hai deciso di prendere in mano le redini della situazione?
In quei mesi di sconforto non abbiamo perso tutto solo in termini materiali, ma anche umani, perché non abbiamo trovato nessuno disposto ad aiutarci, nessuno che ci tendesse una mano e anche la forte fede cristiana che ci ha sempre accompagnato ha cominciato a vacillare. Ci chiedevamo cosa avessimo fatto di male per meritarci tanto dolore, tanta sofferenza. Nel frattempo ho continuato a studiare e a terminare gli esami di specialistica, ma quando mi fermavo un attimo pensavo a quanto fosse inutile studiare la commedia del Cinquecento quando in cucina c’era mia madre che piangeva disperata e mio padre che voleva togliersi la vita… Aspettavamo da circa un anno (e dodici mesi sono davvero tanti…) che qualche bella notizia potesse cambiarci la vita, avevo già deciso nella mia testa che avrei restituito a mio padre la dignità di uomo, e dal primo istante, come un ciclone, ci siamo tutti impegnati affinchè questo segno del destino potesse diventare la nostra rivincita. La svolta è arrivata nel febbraio del 2011, quindi quasi dopo un anno e mezzo d’inferno. Un anziano ceramista voleva dar via la sua bottega per raggiunti limiti d’età e ha scelto di lasciarla a noi in affitto. Con enorme sacrificio e con tante paure, abbiamo cominciato questo nuovo percorso. Dal 7 febbraio 2011 sono ufficialmente una ceramista! Sembrerà strano o comunque non avrei mai pensato che sarebbe stato questo il mio destino, ora passo le mie giornate tra pennelli e argilla, tra forni e stampi, tra clienti e telefonate. Il mestiere che tanto abbiamo odiato perché ci ha procurato dolore, in fondo, è l’unico che potevamo fare… Come se fosse stata una cura, mio padre ha ricominciato a vivere, mia madre a sorridere. Oggi dico sempre che ho due figli, i miei genitori, che ho preso per mano e che non abbandono mai, perché arriva un momento nella vita in cui ti accorgi che devi restituire loro tutto l’amore che ti hanno donato, anche solo per il dono di averti messo al mondo. Ogni giorno abbiamo tanto da fare, da produrre, ma vendere, da creare… ma soprattutto ogni giorno dobbiamo comunque sorridere senza voltarci mai indietro.

Com’è oggi la situazione tua e della tua famiglia?
Le difficoltà sono tutt’ora tante e di tanti tipi, magari cambiano col tempo, appena si risolve un problema ne sorge un altro. La persona che ha sofferto e che soffre di più anche ora è mio padre; non si capacitava di come fosse potuto succedere, di come fosse possibile che tutti i sacrifici della sua vita e della sua famiglia ora fossero chiusi dietro un cancello, con una catena di cui non si hanno le chiavi e con un sigillo a righe gialle. Immagini che non si possono dimenticare e che ancora oggi portano dolore. Mio padre ha provato per tanto tempo la vergogna di dover dire “non posso dare da mangiare a mia moglie e ai miei figli”, ma per fortuna, al contrario di ciò che ad altri sta succedendo ripetutamente in questi mesi, non siamo arrivati a conseguenze disastrose. Alle difficoltà psicologiche si aggiungono poi i problemi giudiziari, avvocati (da pagare), interrogatori (come se avessimo deciso di fallire e scappare all’estero con milioni di euro in tasca), ore ed ore con il curatore fallimentare per analizzare tutta la situazione…giornate intere su internet per studiare cosa comportassero le pene relative ai capi d’imputazione e nel frattempo, trovare un motivo ancora valido per andare avanti e trovare la forza per ricominciare.
Ma dal primo giorno ci siamo messi tutti a lavorare sodo, prima per rendere bella la nostra nuova bottega e poi iniziando a produrre tutto con le nostre forze. A distanza di un anno ora affrontiamo comunque la vita con più serenità e soprattutto forza d’animo, con la consapevolezza che siamo una famiglia che vive in simbiosi, una bella simbiosi che ci permette di resistere ed essere una cosa sola.

Che spazio sei riuscita a lasciare allo studio e ai sogni nella tua vita?
Questo è un tasto dolente… non ho molto tempo per me e soprattutto per studiare, ma cerco di ritagliarmi qualche pomeriggio anche per fare cose “strane” come prendere un gelato con un’amica! Ma sono ugualmente felice, anche perché ho un uomo accanto che mi trasmette tanta positività e serenità e giorno per giorno trasformiamo i mattoni che ti cadono addosso nella vita, nei mattoni della nostra casa, una casa interiore che ci aiuta come una corazza a proteggerci. In questo modo proteggo anche i miei sogni, che rimangono sempre tanti e non perderò mai la speranza di realizzarli, in fondo c’è tanta arte e tanta espressione anche nella ceramica.

Cosa vorresti dire agli studenti che sono costretti a lasciare il proprio percorso, anche solo temporaneamente, per dare una mano alla loro famiglia?
La famiglia non è solo la nostra origine, ma è anche il nostro rifugio, la nostra felicità, la nostra libertà, il nostro futuro (perché quasi tutti sognano un giorno di averne una propria), perciò credo che in alcune occasioni e situazioni bisogna smettere di indossare i panni del “figlio” e cominciare a guardare la vita dall’altra parte; prendere per mano i propri genitori, i propri fratelli e seguirli passo per passo come hanno fatto loro con noi. Magari non si realizzeranno i sogni nel cassetto, ma almeno si avrà la soddisfazione di dedicare la propria vita per le uniche persone che, in fondo, se lo meritano. Bisogna crederci e credere nel destino, niente accade per caso, tutto ha un senso, anche la rinuncia momentanea alla felicità.

Questa storia avrebbe potuto finire come quella di tante famiglie di cui sentiamo oggi parlare con i padri che la fanno finita per la paura di non poter più provvedere al sostentamento dei propri cari. Cinzia, con la sua forza e la sua determinazione, è riuscita a tenere insieme i suoi genitori, ha lottato e ora insieme stanno uscendo dal baratro in cui erano caduti. Questo è ciò che ha reso possibile la rinascita, radicarsi e riprendere in mano le proprie radici, la propria famiglia; perché alla fine, per quanto banale possa sembrare, è sempre e solo una la cosa che ci nutre e ci permette di risalire: l’amore.

© Riproduzione Riservata
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Redazione Controcampus Controcampus è Il magazine più letto dai giovani su: Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro. Controcampus nasce nell’ottobre 2001 con la missione di affiancare con la notizia e l’informazione, il mondo dell’istruzione e dell’università. Il suo cuore pulsante sono i giovani, menti libere e non compromesse da nessun interesse di parte. Il progetto è ambizioso e Controcampus cresce e si evolve arricchendo il proprio staff con nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus, ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Il suo successo si riconosce da subito, principalmente in due fattori; i suoi ideatori, giovani e brillanti menti, capaci di percepire i bisogni dell’utenza, il riuscire ad essere dentro le notizie, di cogliere i fatti in diretta e con obiettività, di trasmetterli in tempo reale in modo sempre più semplice e capillare, grazie anche ai numerosi collaboratori in tutta Italia che si avvicinano al progetto. Nascono nuove redazioni all’interno dei diversi atenei italiani, dei soggetti sensibili al bisogno dell’utente finale, di chi vive l’università, un’esplosione di dinamismo e professionalità capace di diventare spunto di discussioni nell’università non solo tra gli studenti, ma anche tra dottorandi, docenti e personale amministrativo. Controcampus ha voglia di emergere. Abbattere le barriere che il cartaceo può creare. Si aprono cosi le frontiere per un nuovo e più ambizioso progetto, per nuovi investimenti che possano demolire le barriere che un giornale cartaceo può avere. Nasce Controcampus.it, primo portale di informazione universitaria e il trend degli accessi è in costante crescita, sia in assoluto che rispetto alla concorrenza (fonti Google Analytics). I numeri sono importanti e Controcampus si conquista spazi importanti su importanti organi d’informazione: dal Corriere ad altri mass media nazionale e locali, dalla Crui alla quasi totalità degli uffici stampa universitari, con i quali si crea un ottimo rapporto di partnership. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus ha un proprio obiettivo: confermarsi come la principale fonte di informazione universitaria, diventando giorno dopo giorno, notizia dopo notizia un punto di riferimento per i giovani universitari, per i dottorandi, per i ricercatori, per i docenti che costituiscono il target di riferimento del portale. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito, l’università gratis. L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La Storia Controcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione. Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani. Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004 Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero. Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore. Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi: Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e Filosofia Il giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno. Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure. Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10. Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze. Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50. Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta. Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali. Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp. È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia. Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze. La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009 A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono: Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitaria Cominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo. Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggi Nel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale. Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto