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23 aprile 2012

Francesco Sabatini a Bologna

Giovedì 26 aprile, a partire dalle ore 10,00, presso l’Aula A della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi dell’Aquila, si terranno due importanti conferenze: la prima, del linguista Francesco Sabatini, presidente emerito dell’Accademia della Crusca, s’intitola La “Via degli Abruzzi” dal Medioevo al Rinascimento al Risorgimento. A seguire, lo storico dell’arte Ferdinando Bologna, professore emerito dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, parlerà su tema Dall’Umbria meridionale a Urbino a Firenze fino a Napoli dal secolo XII alle soglie del Rinascimento.

L’appuntamento rientra nell’ambito delle giornate di studi La “Via degli Abruzzi” e le arti nel Medioevo, a cura di Cristiana Pasqualetti, organizzate dal Dipartimento di Storia e Metodologie Comparate dell’Ateneo in collaborazione con il comune di Castelvecchio Subequo, con il patrocinio della Deputazione di Storia Patria negli Abruzzi e con il sostegno di Fondazione Carispaq, Carispaq e Soprintendenza BSAE dell’Abruzzo.

A seguito della conquista angioina del Regno di Sicilia (1266), l’asse viario che collegava Napoli, la nuova capitale, con Firenze attraverso l’Appennino centrale abruzzese divenne rapidamente una delle principali arterie commerciali e militari della penisola italiana fino al Risorgimento. Le pratiche di mercature fiorentine attestano quanto rapida fosse la via, che attraverso L’Aquila, Popoli, Sulmona, Castel di Sangro nonché, in Molise, Isernia e Venafro, metteva in comunicazione le succitate città – racchiuse dalle montagne, ma oltremodo produttive e ricche di materie prime quali lana e zafferano – con i centri toscani e umbri al nord, campani al sud: oltre a Firenze, Arezzo (ma anche Siena), Perugia, Spoleto; oltre a Napoli, Capua e Teano.

È nota agli studiosi la lettera di Francesco Buondelmonti, nipote del gran Siniscalco del Regno di Napoli, Niccolò Acciaiuoli, inviata il 13 luglio 1360 al cugino di questi, Giovanni, per chiedergli che la propria copia del Decameron gli fosse recapitata all’Aquila o a Sulmona, ove gli stessi Acciaiuoli avevano interessi economici. E proprio Boccaccio ha tramandato il ricordo delle sue personali esperienze lungo l’Appennino centrale abruzzese sia nella finzione letteraria (l’itinerario percorso dal protagonista del Filocolo dalla Campania fino in Toscana) sia nella lettera a Francesco Nelli, in cui il grande scrittore racconta il viaggio intrapreso nel 1363 dalla Campania a Sulmona – ove fu accolto dall’amico e umanista Barbato – prima di uscire dal Regno con altre due giornate di cammino

Alle conferenze del 26 aprile seguirà un convegno di studi dal titolo Tra Napoli e Firenze. Percorsi storico-artistici lungo l’Appennino centrale abruzzese (secc. XIII-XV), che si articolerà in tre sessioni fra L’Aquila (Facoltà di Lettere e Filosofia, Aula A, venerdì 11 maggio) e Castelvecchio Subequo (Sala Padre Pio Grannonio, sabato 12 maggio).

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