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4 aprile 2012

Incontro tra le aspiranti capitali della cultura del 2019, a Ravenna

Amalfi, Bari, Bergamo, Brindisi, Carbonia, Catanzaro, L’Aquila, Lecce, Mantova, Matera, Palermo, Perugia e Assisi, Siena, Siracusa, Torino, Urbino, Venezia e Ravenna sono le città “aspiranti candidate” per il titolo di “Capitale europea della cultura” del 2019, anno in cui l’Italia dovrà presentare all’Europa il modello che proietterà l’immagine della sua cultura all’estero. Chi parteciperà? E, soprattutto, chi potrebbe vincere?

Ebbene, prima di procedere alle selezioni, bisognerà cercare di capire e stabilire quali potrebbero essere i criteri di elezione che determineranno la vittoria di una delle città candidate. Per questo motivo, il prossimo 14 aprile, le città che hanno manifestato il loro interesse a partecipare si incontreranno a Ravenna (la prima che, nel 2007, comunicò alle istituzioni europee la propria volontà di partecipazione al concorso) per discuterne all’interno del convegno “Capitale europea della cultura: quale modello per l’Italia e per l’Europa?”.

Pare che, quindi, Ravenna sia la città favorita alle prossime elezioni, dal momento che sin dal 2007 si è attivata per raggiungere l’ambito titolo. Eppure, il convegno – spiega Alberto Cassani, coordinatore della candidatura di Ravenna 2019 – ha l’obiettivo di “individuare regole e strumenti trasparenti per il lungo percorso che porta all’assegnazione del titolo (candidature entro il 2013; scelta nel 2015), affinché la competizione fra le aspiranti avvenga nel modo più leale possibile, e di delineare il modello di candidatura più rispondente ai criteri fissati dall’Unione Europea e che meglio potrà rappresentare l’Italia nel 2019’’. (Fonte: «Il Resto del Carlino»)

Parlando di capitali, non si può far a meno di pensare a Roma che, paradossalmente, non figura tra le città intenzionate a candidarsi e verrebbe quasi da chiedersi “perché?”, visto che all’interno del territorio italiano occupa un ruolo cardine in quanto a proposte culturali (e come Roma, Milano, ma anche realtà piccole e attive come Spoleto – in provincia di Perugia –  Ravello, oppure Positano, per restare in prossimità di un’altra delle cittadine aspiranti candidate). A questo punto c’è da domandarsi, seriamente, qual è il concetto di “cultura” che le singole città invitate hanno in mente, per arrivare a presentare la loro domanda di partecipazione. Al convegno del 14 aprile, questo sì, potrebbe essere il primo argomento su cui fare chiarezza.

 

 

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