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26 aprile 2012

L’artista Liu Bolin si ‘nasconde’ a Roma

Lui Bolin, nato a Shandong in Cina nel 1973, da come si apprende dal sito Wikipedia, è un artista cinese noto per i suoi autoritratti fotografici, caratterizzati dalla fusione del corpo con l’area circostante.

L’artista cinese si è diplomato a Pechino, nel reparto della scultura dell’Accademia Centrale delle Belle Arti; appartiene a quella generazione di artisti degli anni ’90, tempi in cui la Cina rinasceva dalle macerie della Rivoluzione Culturale e lo sviluppo economico dava nuova vita allo stato.

Dopo le prime mostre a Pechino, nel 1998, Liu conquistò una fama notevole e una riconoscenza internazionale al punto di essere esposto ai festival di fotografia moderna di Arles, nel distretto artistico di Dashanzi a Pechino, nella galleria d’arte Bertin-Toublanc a Parigi, a New York e a Milano nel 2010.

Tra le ultime opere, è recente la serie di fotografie scattate a New York (nel 2011) in cui Liu si mescola e si fonde in aree simboliche della città, celandosi abilmente tra un palazzo e l’altro.

In ogni fotografia si fatica a trovare l’artista, perché ad un primo sguardo sembra di osservare semplicemente un ambiente esterno o interno; in realtà, guardando attentamente, si nota la figura di Liu, mimetizzato tra le forme e i colori. L’artista, infatti, non lascia trasparire alcuna parte di sè, colorandosi i vestiti e il corpo a seconda dello sfondo.

L’ultimo set fotografico è proprio l’Italia: per la precisione Roma. In questi giorni è infatti nella capitale ed è “scomparso” nella statua della Paolina (scolpita da Canova) e nel Ponte Sant’Angelo. Sono previste ulteriori tappe, tra cui la città di Verona. L’ampio reportage fotografico verrà poi riportato sulla rivista Sette, ma ci sarà tempo anche per una performance live, dove scoprire tutti i segreti di questa innovativa tecnica pittorica, a Verona il 27 aprile alla galleria Boxart.

 

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