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10 aprile 2012

Lascio l’università per essere moglie e madre. Lo voglio veramente?

Cari lettori oggi voglio raccontarvi una storia su una giovane madre, e per quanto i suoi protagonisti abbiano nomi di fantasia vi posso assicurare che i fatti sono reali

Donna Lavoratrice Madre

Donna Lavoratrice Madre

Questa è la storia di Teresa, giovane studentessa di lingue straniere all’ Università di Sassari. Teresa ha un fidanzato, Giovanni, col quale ha deciso di sposarsi e di mettere su famiglia. Nonostante questo comporti un grande cambiamento nella sua vita la ragazza desidera comunque proseguire e terminare i suoi studi.

L’università le ha comportato un grande sacrificio: la sveglia all’alba per spostarsi dal suo piccolo paese fino alla città per presenziare alle lezioni e sostenere gli esami e gli interminabili viaggi in treno in solitudine ai più tardi orari della sera. Teresa è determinata a laurearsi ma non sa ancora che un ostacolo si sta per interporre fra lei e il suo obbiettivo.

Il giorno del suo matrimonio intanto è arrivato: una splendida giornata di maggio al profumo di fiori, con il cielo di un azzurro nitido e intenso a fare da cornice alla bella chiesetta in sasso nella piazza del paese vestito a festa. Teresa è felice: finalmente è la moglie del suo amato Giovanni.

Giovanni però dimostra sin da subito di non meritare l’amore della sua sposa. Il giorno successivo alle nozze bussa alla porta della novella sposina l’ “Ostacolo”: Giovanni le dice di non volere che lei termini i suoi studi. L’università, secondo il parere del marito, distoglierebbe la donna dai suoi doveri di moglie e futura madre. Teresa prova a farsi valere dicendo che la laurea è ormai prossima a venire, che “ le manca poco”: di lì a un anno conta di essere laureata. Giovanni non vuole sentire ragioni, la sua decisione è ormai presa: Teresa sarà moglie e madre a tempo pieno abbandonando gli studi ad un passo dal traguardo, infatti la giovane donna aveva ancora da sostenere soltanto un esame e la discussione della tesi.

Quanto vi ho appena raccontato è accaduto poco più di dieci anni fa nel paesino della mia nonna materna in Sardegna. Quando questo fatto è arrivato al mio orecchio io ero ancora una ragazzina ma ricordo chiaramente che fecero scalpore nella mia testa di futura sostenitrice dei diritti delle donne.

Oggi sono qui a domandarmi come può essere possibile che un uomo sia così ottuso ed egoista verso la moglie; come è possibile che alle allora appena passate soglie del terzo millennio ci fosse ancora qualcuno che facesse de La perfecta casada (ndr) la sua guida per la vita. Come può un uomo pensare che la cultura possa essere di ostacolo ai ruoli di moglie e madre di una donna? E io che pensavo che la cultura migliorasse la vita delle persone!

Ciò che mi conforta è sapere che di uomini come questo Giovanni ne sono rimasti pochissimi e in una nazione grande come la nostra Italia è già un buon traguardo ma ora l’obiettivo comune deve essere quello di raggiungere un bello zero tondo tondo.

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