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1 aprile 2012

Legambiente: colletta mondiale per salvare Paestum

SALERNO:  E’ partita il 26 marzo l’iniziativa di Legambiente denominata progetto «PaestUmanità», un ‘O.P.A. (Opera pubblica d’acquisto) per comprare i terreni privati dell’area archeologica di Paestum, dichiarata dall’Unesco patrimonio dell’Umanità.Una provocazione di Legambiente, che con una colletta mondiale, vuole far fronte alle continue carenze di fondi che mettono a repentaglio uno dei siti archeologici più importanti al mondo.

“PaestUmanità” è un ‘O.P.A.’ che si propone di raggiungere, con una colletta internazionale tra privati e istituzioni, una soglia di almeno cinque milioni di euro, per sottrarre definitivamente al malaffare ed alla cattiva gestione degli scavi, i 95 ettari di Parco Archeologico, ed acquistare dai privati i terreni dell’area archeologica in modo tale da sottrarli dalla destinazione attuale (Coltivazione agricola anche con macchine pesanti che rischiano di danneggiare i reperti ancora presenti nel substrato)

Secondo Michele Buonomo, segretario regionale di Legambiente : «In un paese che svende sempre più i propri gioielli di famiglia, noi, vogliamo comprarli. […] Fare tutti insieme massa critica per salvaguardare il patrimonio […] è sicuramente una delle leve sulle quali fondare la possibilità di uscire dalla crisi economica durissima e di costruire un futuro diverso per l’Italia e per il Mezzogiorno ».

Volendo andare a ritroso nel tempo, il problema della cattiva gestione del patrimonio artistico /naturalistico in Italia, risale all’anno 1829, data della realizzazione della strada Tirrena Inferiore ad opera di Raffaele Pitrelli.

Un’altra strada taglia rovinosamente in due le rovine dell’Anfiteatro e dell’antico Foro romano, trapassato dal via vai dei turisti attoniti, che per “nostra (s)fortuna” restano ancora affascinati dai mille negozi di souvenir, dalle gelaterie, dalle botteghe di cianfrusaglie,dai numerosissimi bar che danno da bere agli oltre 20.034 visitatori paganti, ai 45.368 turisti che affollano il museo archeologico, ed ai 98.125 spettatori dei templi ( dati diffusi dal Ministero dei Beni Culturali ), e che spuntano come funghi lungo tutto il perimetro degli scavi.

Roba da far raggelare il sangue, e da far cadere persino l’intonaco dell’affresco della tomba del tuffatore: e pensare che milioni di persone potrebbero  godere del fantastico paesaggio che ci invidia il mondo. Il Pit (Progetto Integrato Territoriale) aveva previsto per il sito di Paestum, un investimento di circa 22 milioni di euro , una somma che avrebbe potuto e dovuto risolvere per sempre i problemi della Necropoli, o almeno modificarne in parte  l’aspetto non proprio turistico della zona.

Alcuni sprechi ci  lasciano ancora basiti. Nonostante i fondi , restano ancora critiche la condizione in cui versano la stazione ferroviaria, i 3 ingressi principali del sito, ed i parcheggi: un restauro dei templi principali ed una risistemazione delle mura a porta Serena sono stati messi a punto. Ciononostante non si spiega come sia possible l’acquisto, per 3 milioni e 98mila euro, di un ex stabilimento Cirio, costruito guardacaso proprio  dov’era il Tempio di Santa Venera, un edificio che resta attualmente ancora dismesso. Per non parlare poi della “Mostra sulla Poliorcetica” (l’arte di assediare ed espugnare le città fortificate…), allestita in una delle due magnifiche torri sopravvissute, e costata circa 400mila euro, chiusa senza batter ciglio la sera stessa dell’inaugurazione,con la motivazione addotta della mancanza di custodi!

E’ in quest’ottica che s’inquadra l’iniziativa promossa da LEGAMBIENTE, la quale si rivolge a quei “cittadini, senza limiti geografici, di raccogliere i fondi necessari per comprare i terreni privati e promuoverne la tutela. L’adesione al progetto consiste nell’acquisto di una Buona Azione, dal costo di 50euro.Al progetto hanno già aderito nomi illustri della cultura, del giornalismo e dell’impegno civile, tra questi Gian Antonio Stella, Franco Arminio, Gianluigi Nuzzi, Eraldo Affinati e tanti altri si stanno via via adoperando a sostegno dell’iniziativa.”
Friedrich Nietzsche su  Paestum : «È come se un dio, qui, avesse costruito con enormi blocchi di pietra la sua casa».

Per informazioni paestumanita@hotmail.it

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