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12 aprile 2012

Letture per la maturità nel centenario di Giorgio Caproni

 

Genova e 2012, un doppio legame nella biografia di Giorgio Caproni: nato a Livorno il 7 gennaio 1912, visse a Genova dal ’24 al ’39, in quella che  lui stesso definì  la città più suaGenova di tutta la vita.Mia litania infinita“- e dalla quala, non per niente, fu insignito nel 1958 con la Cittadinanza Onoraria.

Nell’anno in cui si celebra il centenario della nascita del poeta vale dunque la pena leggere  e proporre agli studenti dell’ultimo anno di scuola superiore , in preparazione alla maturità,un libro che suggella con versi ed immagini questo stretto connubio tra Giorgio Caproni e Genova.    Intitolato “Genova che è tutto dire-Immagini per la Litania di Giorgio Caproni“, ideato e curato da Luigi Surdich e Patrizia Traverso(Il Canneto Editore 2011,pp226,15 euro), il volume ha il merito di avere realizzato, grazie agli scatti fotografici di Patrizia Traverso, una galleria d’immagini che rendono omaggio al fascino e ai contrasti di Genova, seguendo le linee guida della composizione poetica intitolata ,appunto, Litania.Leggendo la lirica in questione si viene colti, per riportare le parole del cantautore  Paolo Conte,cui è stata affidata la stesura della prefazione, da “un senso di vertigine musicale”, sulle cui tracce è possibile compiere un percorso dello sguardo svolto a ritmo di versi e di scatti fotografici di una città in bianco e nero, che si colora solo qualora le rime del poeta lo richiedano:”Genova grigia e celeste”, Genova verticale,/vertigine,aria scale”,”Genova di limone./Di specchio, di cannone.”                                                                                                 Luigi Surdich, in un gioco di rimandi biunivoci tra parole e foto, ha saputo  creare una litania d’immagini ,collegando ciascun verso del poeta ad una immagine di Genova e a riferimenti ad altre liriche d’ambientazione genovese o ligure come Ballo a Fontanigorda, Stanze della funicolare, Il passaggio d’Enea, Il muro della terra.                                                                                                                                                                       Il Docente di Letteratura Italina dell’Università di Genova ha inoltre aggiunto alla musicalità e alla suggestione dei versi del poeta interviste, articoli ed altre rare testimonianze, mettendo in luce la fitta trama di ricordi autobiografici ed affetti familiari contenuti nella lirica: i nomi di Silvana, Attilio e Rina sono infatti  sillabati e scanditi nei settenari e negli ottonari insieme a quelli più noti dei poeti Campana, Montale e Sbarbaro.Ma il nome più amato, novanta volte invocato, rimane quello della sua città :Genova,che è tutto dire“.

 

 

 

 

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