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26 aprile 2012

Manifestazione Giovane Italia a Roma

Un centinaio di militanti della Giovane Italia stanno manifestando in questo momento a Largo Goldoni, per chiedere al Governo di fermare la speculazione delle banche e favorire il credito alle imprese e alle famiglie.  I ragazzi hanno raccolto in poco tempo più di mille firme per chiedere l’introduzione dell’Imu per le fondazioni bancarie e alcune garanzie per le famiglie e le imprese.

 ” In un tempo di crisi economica così preoccupante come quello che sta attraversando l’Italia, per il quale ogni cittadino è chiamato a compiere dei grandi sacrifici, non riusciamo a capire perché le banche debbano essere le uniche ad arricchirsi e a godere di privilegi. Ultimo, ma solo in ordine cronologico è stata la scelta di sfruttare i fondi ricevuti dalla BCE non per reinvestirli nell’economia reale a favore di cittadini e imprese, ma di usarli per consolidare i loro bilanci e per acquistare titoli del debito pubblico o prestandoli con dei tassi elevatissimi e con il solito atteggiamento di chi specula sulla crisi.” Dichiara Cesare Giardina, presidente Giovane Italia Roma, che aggiunge “Per questo da oggi saremo in tutte le piazze della città raccogliendo le firme per chiedere al governo di obbligare le banche a reinvestire i fondi ricevuti dalla BCE a favore di Giovani, Famiglie e piccole e medie imprese e per chiedere anche l’introduzione dell’IMU per le fondazioni bancarie. Come ogni momento di difficoltà in un paese c’è bisogno di guardare in faccia la realtà e alla favoletta che gli istituti di credito sono luoghi di beneficenza non riusciamo proprio a crederci”.

“Con questa petizione chiediamo che sia istituita una legge apposita denominata ‘Patrimonio Destinato’ – ha poi aggiunto Matteo Guidoni, dirigente regionale della Giovane Italia Lazio – ossia una legge che vincoli parte dei prestiti che arrivano dalla BCE alle esigenze reali del Paese con priorità alle famiglie, ai giovani e alle piccole imprese.  Dopo un attento studio dei numeri e delle reali situazioni in cui versa il nostro Stato chiediamo a questo Governo di agevolare l’accesso al credito e di vigilare affinché i soldi che arrivano dall’Europa, già fin troppo lontana alle reali esigenze dei suoi abitanti, vengano usati per rilanciare l’economia reale del Paese e non per garantire gli interessi di pochi”

 

 

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