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6 aprile 2012

Ottenere punteggio in graduatoria? Semplice, basta pagare!

Una truffa bella e buona quella organizzata in una scuola elementare della provincia di Napoli, dove la Guardia di finanza, coordinata dalla sezione Reati contro la pubblica amministrazione della Procura, ha avviato un’indagine su circa 105 indagati, tra personale amministrativo e docenti.

Un solo arrestato: l’insegnante Paolo Proto, 46 anni di Boscoreale. Era lui che faceva da tramite ai docenti disposti a pagare pur di ottenere una vera e propria scalata in graduatoria, ai fini di riuscire a ricoprire il posto di lavoro all’interno della scuola.

Di questo si tratta infatti: circa 41 docenti hanno pagato per ottenere un punteggio più alto, sbaragliando la concorrenza di insegnanti che si trovavano per vero merito in una posizione più alta nella graduatoria.

Il tutto organizzato da Proto e dal suo complice Francesco Matrone, 65 anni di Boscotrecase, che, con vera abilità da hacker, entrava nella banca dati del Ministero dell’Istruzione e modificava le graduatorie a favore degli insegnanti “mafiosi”.Ma per Matrone la richiesta d’arresto avanzata dalla Procura è stata rigettata dal gip e quindi, per ora, dietro le sbarre si trova soltanto Proto.

Lo smascheramento della truffa è stato possibile grazie alla denuncia di un dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale, che ha scoperto i 42 casi di punteggio falsificato e ha prontamente allertato le Fiamme Gialle del generale Giuseppe Mango. Si è quindi arrivati al punto dell’intricata vicenda: per poter accedere ai database del Ministero dell’Istruzione, occorre naturalmente una password, che cinque tra dipendenti e funzionari possedevano perché autorizzati all’accesso. Ebbene i cinque, interrogati, hanno dichiarato di aver casualmente scritto o detto a qualche collega la suddetta password.

Si è potuti così risalire a Proto e Matrone.

L’aumento dei punteggi andava da un minimo di 12 punti a un massimo di 77, come nel caso di Maria R., che ha confessato di aver pagato 20mila euro a Proto perché aumentasse il suo punteggio e quello del marito.

La Guardia di Finanza ha così scoperto che la truffa andava avanti dal lontano 2001: una truffa costata al Ministero circa 500mila euro di stipendi a supplenti illegittimi, mentre gli insegnanti realmente qualificati attendevano, a loro insaputa, un posto che spettava loro di diritto.

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