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21 aprile 2012

Prostituirsi in webcam: il fenomeno dilaga a scuola

Il web continua a cambiare il mondo ed i ragazzi restano al passo coi tempi. Oggi i giovani scoprono il sesso ancor prima di conoscere la parola “amore”.

Sempre prima vogliono sperimentare le potenzialità del loro corpo, un corpo che diventa spesso merce di scambio, un bene da vendere al miglior offerente.

Per i ragazzi Internet è molto più di una realtà virtuale, esso rappresenta un mondo parallelo alle loro vite, un posto in cui poter mostrare e raccontare se stessi senza paura e senza timori: Inizia tutto per gioco, magari proprio da una chat per poi passare alle video-chat e scoprire che qualcuno sarebbe disposto anche a pagare per ricevere in cambio foto, video o show privati.

Alcune studentesse si vendono per delle ricariche telefoniche, altre ambiscono a regali più costosi come cinture e jeans firmati, altre ancora non si accontentano e accettano solo contanti.

Le loro camerette colorate, simbolo di un’infanzia felice e di un’ingenuità ormai persa per sempre, sono vietate ai loro genitori che continuano a vedere nei loro occhi la purezza e la semplicità dei bambini. Ed è proprio questo il punto: i loro genitori non sanno leggere nei loro occhi, non hanno più tempo da dedicare a quei figli che hanno tanto bisogno di imparare a vivere e di scoprire l’amore e l’affetto.

Il problema è così drammatico che non riguarda sono ragazze minorenni, ma anche i ragazzi. Recentemente, infatti, sono questi ultimi ad abusare in maniera sempre più frequente della rete. L’irrefrenabile impulso sessuale domina le menti degli adolescenti e dei pre-adolescenti, li rende schiavi e succubi di un “gioco ” pericoloso, un comportamento apparentemente innocuo che genera danni inimmaginabili sulla psiche soprattutto dei minori. Vendendo, infatti, il proprio corpo su internet, il fisico non subisce danni, ma l’anima si riempie di lividi che si espandono a macchia d’olio.

Alcuni giovani utilizzano delle maschere per nascondere la propria identità; altri, invece, sembrano non provare nessun genere  d’imbarazzo, al contrario sono fieri di mostrare il loro corpo nudo. In fondo, per questi ragazzi la prostituzione in rete sembrerebbe solo un gioco, un’alternativa per racimolare una paghetta più alta.

Quando, però, il computer si spegne, che cosa resta della dignità? Non c’è maschera che possa nasconderci dai noi stessi e non esistono giustificazioni che possano mettere a tacere la voce della coscienza. Friedrich Nietzsche, infatti, diceva: “Se guardi a lungo nell’abisso, l’abisso ti guarda dentro”.

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