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25 aprile 2012

Risorse alternative: James Cameron e Google a caccia di asteroidi

James Cameron, Eric Schmidt e Larry Page si sono uniti ad altri investitori per finanziare l’esplorazione dello spazio alla ricerca di risorse naturali.

Un’idea molto fantasiosa, che però potrebbe avere dei risvolti interessanti anche dal punto di vista scientifico, è stata da poco partorita da un esclusivissimo club di miliardari americani.  Si tratta essenzialmente di sfruttare le vaste risorse minerarie degli asteroidi alla ricerca di oro, platino, acqua e petrolio.

Uno degli ideatori del progetto è James Cameron, famoso regista di Titanic e Avatar, da poco riemerso dalla fossa delle Marianne e già desideroso di iniziare una nuova avventura. Al regista si aggiungono i due magnati di GoogleEric Schmidt e Larry Page, seguiti da Eric Anderson, ex responsabile delle missioni su Marte e K. Ram Shriram, board director di Google. Il sogno di questi ricchi e famosi americani, che fa pensare alle avventure spaziali di zio Paperone, non è poi così originale. Un progetto simile era già stato vagliato dalla NASA, prima di essere archiviato a causa dei costi proibitivi; 2,6 miliardi di dollari per estrarre i minerali da un asteroide di 500 tonnellate, e per i tempi molto lunghi, tra i sei e dieci anni.

Il progetto prevede la costruzione di astronavi, basi spaziali, sonde e androidi da impiegare come manovalanza nella trivellazione degli asteroidi, il tutto alla non modica cifra di decine di miliardi di dollari. E proprio per far fronte a queste enormi spese è stata fondata una società: la Planetary Resource, coordinata da Peter Diamandis, già noto per aver creato la X Prize Foundation, attraverso la quale stimola imprese apparentemente impossibili.

In base ad una ricerca effettuata dal Keck Institute for Space Studies sono state definite le possibilità e le vie da percorrere. L’idea è quella di valutare i Neo (Near Earth Objects), cioè gli asteroidi più vicini alla Terra e quindi i più facili da raggiungere; catturarli con una sonda automatica e portarli in orbita lunare dove sarà più facile sfruttarli.
Il progetto si concentrerà inizialmente sulla costruzione di sonde robotizzate per poi far partire, entro due anni, una missione dimostrativa in orbita attorno alla Terra.

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