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11 aprile 2012

Se son rose, fioriranno?

In forse San Pellegrino in fiore, tradizionale appuntamento viterbese

Nella sonnacchiosa Viterbo, uno degli eventi più caratteristici e interessanti, secondo solo alla celebre macchina di Santa Rosa, è San Pellegrino in fiore. Ambientata nel mese di maggio, la fiera floreale coinvolge tutto il quartiere medievale viterbese, elegantemente cosparso di fiori e piante.

Una manifestazione semplice, concreta, ma non per questo meno interessante. La mancanza di fronzoli ha reso San Pellegrino in fiore un appuntamento amato dai viterbesi e non solo, richiamando a sé la curiosità di molti turisti ed esperti del settore.

Ma alle soglie dell’edizione del 2012, qualcosa sembra essersi inceppato. Alla facile e immediata gestione dell’evento da parte dei privati, si è sostituita un enorme iter burocratico, fonte di un aumento esagerato dei costi e di una diminuzione percepibile della qualità, come dimostra il flop dello scorso anno.

Le colpe sono molteplici. L’assessore alla cultura Enrico Maria Contardo non è riuscito a sopperire allo stravolgimento dell’evento voluto dalle precedenti giunte, dimostrando una classe politica paralizzata, incapace di rianimare una tradizione vitale e fondamentale per Viterbo.

Gli oneri economici sembrano davvero insormontabili: il passaggio da una gestione privata ad una pubblica ha portato l’aumento del contributo comunale da poche decine di migliaia di euro ai 166 milioni di euro spesi per il 2011, cifra record che non ha portato ad un aumento qualitativo, ma ad una delle peggiori edizioni della rassegna floreale.

Inoltre, il tempo scorre tiranno per la buona riuscita della manifestazione: se il contributo regionale di sessanta mila euro non arrivasse, aumenterebbero le possibilità di un rinvio che sembra quasi inevitabile. Non ci sarebbe più tempo per far partire la gara, della durata minima di 10 giorni, per assegnare ad una ditta l’organizzazione del progetto.

“Attualmente – afferma il sopracitato Contardo – da parte di Comune, Provincia, fondazione Carivit, Camera di commercio e università è tutto a posto, aspettiamo le due determine da parte della Regione. Se arrivano entro oggi bene, altrimenti saltano i tempi necessari. Siamo in difficoltà, già da tempo era stata garantita la disponibilità del finanziamento”.

Non c’è rosa senza spine, neanche a Viterbo. Il rischio è che spariscano anche le rose.

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