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14 aprile 2012

Touch, la serie tv che collega tutto il mondo

Touch la serie Tv

Touch, la serie tv che collega tutto il mondo: cos’è e di cosa parla: il personaggio Jacob Bohm

Touch la serie Tv

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Jacob Bohm non ha bisogno di comunicare così come più di sei miliardi di persone nel mondo comunicano: Jacob non parla mai, non si esprime, ma dentro di sé è in grado di collegare tutti i singoli eventi che avvengono nel mondo, escludendo a priori l’idea di coincidenza o caso

Tutto avviene secondo regole precise, i cui numeri sono la chiave per decrittare ogni singolo fatto.

Il padre di Jacob, Martin (Kiefer Sutherland), è rimasto vedovo dopo l’attentato dell’11 settembre alle Torri Gemelle. In passato è stato un grande reporter, ma ora cerca di portare avanti la famiglia lavorando presso l’aeroporto. E inseguendo gli indizi che suo figlio Jacob li offre sotto forma di serie numeriche.

Nonostante l’aiuto da parte di un’assistente sociale e di un professore mezzo matto (Danny Glover) – l’unico a sostenere la causa del piccolo Jacob e la sua visione del mondo, Martin inizialmente dubita delle capacità del figlio. Solo dopo aver visto con i suoi occhi come un insieme di fili rossi possano ricongiungersi anche da diverse parti del mondo, crederà nelle capacità del figlio e farà di tutto per comprenderlo e per risolvere i casi del giorno.

Touch, la serie tv che collega tutto il mondo: cos’è e di cosa parla

Touch propone così, fino ad oggi, episodi ripetitivi per la loro struttura e scarsamente interessanti, in quanto mancanti di una trama orizzontale, che fatica a costruirsi. I collegamenti finali, che servono a salvare una vita o a far ricongiungere famiglie distrutte da eventi esterni, non portano a nulla per la storia generale, ma concludono la puntata.

Tutto naviga verso il lieto fine, per i baci e gli abbracci finali, con Martin che impazzisce e perde tempo (ma non doveva lavorare per mantenersi?) alla ricerca di possibili combinazioni numeriche con la realtà che lo circonda (sempre guidato dal figlio). Non convince particolarmente, anche se non manca l’azione, ma dopo poche puntate manca la suspense di ricollegare i fili rossi, sapendo che non porteranno a nulla di significativo, se non un sorriso, un bacio, un abbraccio, per scene che, ripetute, perdono il loro valore.

E vedere Kiefer Sutherland in questi panni, piuttosto che nei panni del mitico Jack Bauer, può far storcere il naso. C’è ancora tempo perché la serie cambi rotta e ci presenti un indizio che ci porti ad una trama di fondo più complessa, ma per adesso il risultato è stato qualche sbadiglio. Fox Italia (canale 111, ore 21.30 ogni martedì) trasmette le puntate a pochi giorni dalla messa in onda americana: un bene per chi vuole essere aggiornato sulle nuove uscite, un male per chi non ha altro da vedere in questo periodo e deve sorbirsi combinazioni numeriche.

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