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24 aprile 2012

Università, scatta l’ora X

Oggi è la data fatidica. Il giorno prescelto, l’ora X. Oggi terminano le votazioni online sulla  tanto chiacchierata abolizione del voto di laurea. Ma gli studenti continuano a protestare. Proprio non sarebbe andata giù a nessuno la modalità di consultazione scelta dal Ministro della Pubblica Istruzioni.

Al pari del suo stretto cugino 25 anche il giorno 24 Aprile rischia di essere ricordato dai posteri come “giornata di liberazione.” Si conclude infatti oggi la contestatissima votazione online sull’abolizione del voto di laurea, ma il corriere della sera pubblica già i primi risultati. I più favorevoli al mantenimento della legalità del titolo di studio sembrano essere i cittadini del Sud e delle Isole (80%), mentre al Nord è  il 60% a esprimersi a favore.

Tre su Quattro quindi si sarebbero detti favorevoli a lasciare immutato l’attuale criterio di valutazione del titolo di studio. Questo infatti per molti degli intervistati costituisce “il certificato di garanzia” delle competenze di un futuro dipendente. I datori di lavoro non hanno altro materiale su cui basarsi per un assunzione, se non quel pezzo di carta che attesta competenze e capacità del giovane aspirante al lavoro. Abolirne il valore legale sarebbe quindi un grave sbaglio.

LE PROTESTE– Nonostante la pubblicazione di tali rassicuranti notizie gli studenti sono comunque scesi in piazza per manifestare il loro malcontento, nei confronti non soltanto dell’abolizione del valore legale della laurea e del “referendum” on-line, ma anche contro i decreti che danno la possibilità ai singoli atenei di aumentare le tasse di iscrizione. Oltre cinquanta le città interessate da tali movimenti. In tutta Italia come a roma sarebbero spuntate delle sagome di cartone dei ministri Profumo, l’ex ministro Gelmini, l’Aprea, il presidente di Confindustria e di alcuni rettori della Crui .

CARTA IGIENICA D’AUTORE– Dopo i numerosi rotoli di carta igienica, rigorosamente marchiati con la scritta “’Titoli di studio o carta straccia?”  lanciati contro il Ministero della pubblica istruzione, Diana Armento ordinatrice di Link Roma, movimento studentesco autore di tale pittoresca manifestazione, ha dichiarato:

“Il questionario preparato dal Ministero risulta essere una vera e propria truffa, la stessa formulazione delle domande palesa la volonta’ governativa di orientare le risposte verso l’ assenso a tale abolizione. Cio’ e’ ancor piu’ grave se si tiene conto del fatto che si tratta di una tematica di fondamentale importanza; infatti l’ abolizione del valore legale del titolo di studio creerebbe una dualita’ all’ interno del sistema formativo con poli universitari eccellenti ma costosissimi e universita’ scadenti ma economiche. Insomma il merito dello studente perderebbe valore in favore della reputazione dell’ Ateneo da cui proviene, rendendo le nostre lauree carta straccia. Come studenti e studentesse che in questi anni si sono mobilitati contro la distruzione dell’universita’, abbiamo pero’ deciso di sfidare il ministero sul terreno della democrazia e abbiamo elaborato un prontuario delle risposte al questionario per riuscire a spiegare agli studenti come votare per difendere il valore legale della laurea”.

Da Bari a Genova un unico slogan risuona sulla bocca di milioni di studenti : “Rovesciamo il presente, liberiamoci dalla precarietà”.In un italia che va a rotoli i giovani hanno ritrovato quindi la forza per farsi sentire,  cercando di riprendere il controllo su questioni che li riguardano fin troppo da vicino per restare in silenzio.

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