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6 aprile 2012

Vincere una borsa Erasmus: la conoscenza della lingua è un requisito fondamentale?

Tra le tante motivazioni, spesso e volentieri, si decide di andare in Erasmus anche per apprendere una nuova lingua. Moltissimi studenti vedono il progetto di studio all’estero come un modo per poter tornare in Italia vantando la conoscenza di un nuovo idioma. Ma, le grandi aspirazioni di poliglottismo e intenti internazionalistici degli studenti universitari sono poi veramente fattibili e attuabili senza troppe problematiche?
A questo interrogativo probabilmente la risposta più consona e adatta risuona di negativo, per lo meno per quanto riguarda la facciata ufficiale che gli atenei italiani devono, per forza di cose, mantenere.

I ragazzi che decidono di compilare la domanda per essere selezionati all’assegnazione della borsa Erasmus devono possedere dei requisiti che l’ateneo di appartenenza terrà in considerazione per stilare poi le relative graduatorie. Ma quali sono queste caratteristiche e conoscenze che lo studente deve detenere per avere anche solo una piccola speranza per rientrare nella selezione? Queste non sono altro che una buona media, un numero sufficiente di crediti, e un’accettabile padronanza della lingua che si parla nel Paese dell’Università ospitante.

E’ proprio infatti su quest’ultimo punto che occorre soffermarsi. Se gli studenti decidono di andare in Erasmus per imparare una lingua, si presuppone quindi che questa lingua non la si conosce. Ma se non la si conosce, si potrà essere selezionati e risultare vincitori della borsa? E’ questo infatti il fulcro fondamentale che merita attenzione: qual è l’effettivo grado e livello di conoscenza della lingua richiesto dagli atenei?

Nella maggiorparte delle facoltà, l’assegnazione delle borse per il Lifelong learning avviene tramite la somma dei punteggi ottenuti dopo l’aver stilato due differenti graduatorie. Sulla prima, nessun problema. A farla da padrone sono infatti i crediti accumulati negli anni di studio e i relativi voti aggiudicatosi in sede d’esame. Sino a qui, nulla da dire: una scrematura doveva pur esserci, e, come tutte le borse di studio, si premiano i più meritevoli.

I problemi sorgono nel momento in cui si deve stilare la seconda graduatoria: essa riassumerà i punteggi ottenuti in seguito ad una prova di lingua sostenuta dagli studenti che hanno passato il primo step.
A detta dei professori, se la lingua non la si conosce, è meglio evitare di candidarsi per l’Erasmus. A detta però di molte opinioni di studenti con alle spalle esperienze di studio all’estero, questo è uno scoglio che può essere tranquillamente superato.

Nella maggior parte dei casi, la prova di lingua si compone di una parte scritta e una orale. E’ la parte orale che suscita più timori tra gli studenti universitari, e, per questo, è quella che merita più spiegazioni. Nel colloquio saranno soprattutto chieste ambizioni, aspirazioni, motivazioni logistiche riguardo la scelta del soggiorno e si discuterà sul piano di studi che si intende seguire nell’Università ospitante.
Nulla di particolarmente complesso quindi, forse basterebbe non andare del tutto impreparati e cercare di capire sin da casa con Google Traslate, o meglio ancora, muniti di un buon dizionario, cosa dire in sede di verifica.

Girovagando su internet, sono moltissimi i forum in cui studenti disperati, ansiosi e preoccupati, si informano circa le modalità e la severità dei test di ammissione. Ovviamente, come in tutte le cose, le modalità sono poi a discrezione dell’ateneo, ma , in linea di massima, non è richiesta chissà quale scioltezza e fluidità linguistica. Basta un pò di buona volontà e impegno, e tutto potrà andare liscio come l’olio.

Attenzione però a non totalizzare zero; a quel punto, i professori avrebbero tutte le ragioni per pretendere di più dagli studenti! Laddove capitasse questo, si verrebbe direttamente esclusi dal progetto. E soprattutto, vediamo di non fare figure meschine e barbine: gli stranieri che vengono in Italia, a detta di tutto il personale docente universitario, giungono nel nostro Paese con una buonissima conoscenza della lingua. Vogliamo anche noi portare alto il nome dell’Italia e degli studenti italiani?
Nel periodo antecedente al test, cercate quindi di fare una full immertion tra suoni sconosciuti o quasi, senza però ansie e paure: queste non servono. L’esame, a detta di molti, è fattibile…non rimane che dire, ai posteri l’ardua sentenza!

 

 

 

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