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1992-2012: la parola ai giovani

Redazione Controcampus 26 Maggio 2012
R. C.
27/11/2021

Diverse iniziative prendono piede in questi giorni per celebrare il ventennale dalle stragi di Capaci e di via D’Amelio.



 20 anni sono passati da quel tragico 23 maggio 1992, quando alle 17,59 l’autostrada Trapani-Palermo è stata investita dall’esplosione costata la vita al magistrato Giovanni Falcone, alla moglie Francesca Morvillo e ai tre uomini della scorta Vito Schifani, Antonio Montinaro e Rocco Dicillo. Solo 57 giorni dopo, il 19 luglio, la storia si è ripetuta con il massacro di via D’Amelio in cui hanno perso la vita il magistrato, amico e collega di Falcone, Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta: Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.

Quell’estate ha segnato inesorabilmente la vita del nostro paese con una ferita che non potrà essere rimarginata,  ciò che si percepiva in quei giorni era un sentimento di sdegno, di rabbia che si è tradotta in una proliferazione di azioni di lotta e di protesta. Sembrava che i cittadini avessero finalmente preso coscienza della realtà e avessero deciso di armarsi metaforicamente per cambiare le cose.

20 anni sono passati, e la battaglia contro questo fenomeno, purtroppo, non si è ancora conclusa e capita sempre più spesso di percepire una pericolosa disillusione rispetto alle possibili soluzioni. Il pensiero è sempre rivolto ai giovani perché sono loro a dover  cercare e pretendere la verità. Ed è proprio ai giovani che il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si è rivolto nel corso della Cerimonia di commemorazione del Giudice Giovanni Falcone; il Presidente ha invitato i ragazzi “a scendere in campo per rinnovare la politica e la società nel segno della legalità e della trasparenza”.

Ma cosa pensano i giovani che nel 1992 erano troppo piccoli per capire cosa stesse accadendo o non erano ancora nati? Libera, l’associazione che dal 1995 si occupa della lotta contro le mafie, ha avviato un’indagine che ha coinvolto 600 studenti degli istituti superiori liguri. Dalla ricerca è emerso che oltre un terzo degli intervistati partecipa a manifestazioni antimafia, alle commemorazioni delle vittime o ad incontri con i familiari, il 44% si dice, favorevole all’educazione dei giovani alla legalità al fine di combattere il fenomeno. Si nota, dunque, una grande voglia di capire accostata però ad un importante scetticismo nei confronti di uno stato che sembra non impegnarsi abbastanza.

Noi di Controcampus.it abbiamo cercato di fare lo stesso tipo di ricerca incontrando in giro per l’Italia, ragazzi  un po’ più grandi, ragazzi che erano bambini quando la televisione passava le immagini di quei terribili massacri e che avrebbero cominciato a capire solo qualche anno dopo la gravità di quelle scene e la perdita di vite umane che ogni giorno combattevano anche per garantire un futuro migliore a quegli stessi bambini

1. Chi sono per voi Falcone e Borsellino?

Due ero pieni di coraggio che consapevoli dei rischi che correvano, hanno cercato di fare giustizia, purtroppo senza riuscire a portare a termine il loro lavoro. (Chiara, 26 anni, Torino)

2. A quale età avete cominciato a capire cosaera realmente successo in quella calda estate del ’92 e chi te ne ha parlato?

Più o meno durante la frequentazione delle scuole medie, iniziammo con lo studiare la persona di Pino Puglisi, parroco a Brancaccio, ucciso anche lui per simili motivi. Poi però, come ogni anno, partecipavamo, essendo residenti a Palermo, alla commemorazione di Giovanni Falcone in via Notarbartolo, luogo in cui abitava e dove un albero imponente proprio davanti al portone di casa sua fa da simbolo della sua persona. Era durante quelle giornate, in cui si ricordava non solo Falcone e Borsellino ma tutti i caduti per mano della magia, che iniziai a comprendere cos’era successo in quegli anni. (Antonio, 23 anni, Palermo)

Nel 1992 avevo solo 6 anni e di sicuro per molti anni non ho capito pienamente la vicenda..Credo durante l’adolescenza, anche grazie ai miei professori del liceo. (Rosalia, 26 anni, Siena)

Solo da pochi anni ho cominciato ad avvicinarmi a queste tragiche vicende che sembrano quasi irreali, ho appreso molto dalla televisione e dai internet, ma è grazie ai miei genitori che ho capito quanto hanno dato questi due personaggi all’Italia e alla storia del nostro paese… Purtroppo, a distanza di tanto tempo continuo a pormi delle domande. (Silvia, 24 anni, Lecce)

 

 3. Secondo voi è soltanto la Sicilia a doversi far carico di tutti questi eccidi o l’Italia intera dovrebbe sentirsi responsabile?

La responsabilità dei fatti appartiene all’Italia intera, siamo una Nazione, un paese unito dal 1861, Falcone e Borsellino non hanno sacrificato la propria vita per la Sicilia!(Rosalia, 26 anni, Siena)

Ovviamente la Sicilia è una regione italiana e come tale deve essere sostenuta dall’intera nazione nella lotta contro la mafia che ormai nel nostro paese è estesa a qualsiasi confine e sotto altri nomi. (Antonio, 23 anni, Palermo)

A mio avviso è la nazione intera ad essere vittima e carnefice dello stesso male. (Silvia, 24 anni, Lecce)

 

4. Alcuni vostri coetanei hanno recentemente definito questi due magistrati due “fessi”, due eroi inutili, cosa ne pensate?

Credo che chi detta simili esternazioni è troppo poco informato sulla storia di queste persone o troppo ignorante per dire qualcosa di intelligente al riguardo. (Antonio, 23 anni, Palermo)

Penso che non si rendano conto di quello che dicono, non hanno capito il significato del loro lavoro, della loro vita e del loro sacrificio. (Rosalia, 26 anni, Siena)

Non ho parole, le nuove generazioni mancano di senso civico, del senso di giustizia sociale, del senso di appartenenza allo stato italiano. (Antonella, 24 anni, Roma)

Penso che sia un’affermazione dettata dall’ignoranza, la stessa ignoranza che favorisce la continua diffusione dell’ingiustizia e della malavita organizzata. (Silvia, 24 anni, Lecce)

 

5. Credete che tra i ragazzi di oggi ci sia un reale interesse a conoscere e ad impegnarsi concretamente sulla scia di ero come loro?

La mafia di Falcone e Borsellino è diversa da quella di oggi, puoi vederla se hai il coraggio di affrontarla, al contrario fai finta che faccia parte di un sistema già corrotto di per sé ma che nessuno, ad oggi ha intenzione di cambiare quindi non te ne curi. (Antonio, 23 anni, Palermo)

Guardandomi intorno, non percepisco un reale interesse, purtroppo. (Rosalia, 26 anni, Siena)

Solo in pochi, la maggior parte è troppo impegnata a scaricare le ultime applicazioni per l’i-Phone. (Antonella, 24 anni, Roma)

La maggior parte rimane a guardare e i pochi che agiscono, spesso, non sanno quali strumenti hanno a disposizione. (Silvia, 24 anni, Lecce)

 

6. Pensate che la storia di Falcone e Borsellino possa essere un esempio da seguire?

Lo è sicuramente, ma come ho detto prima, ad oggi dubito che ci siano persone che abbiano la stessa passione per il proprio lavoro, la stessa voglia e determinazione, lo stesso coraggio di combattere questo male. (Antonio, 23 anni, Palermo)

Il loro impegno, la loro onestà, la loro dedizione al lavoro sicuramente sono esempi da seguire. (Rosalia, 26 anni, Siena)

Se si vuole veramente eliminare il marcio che continua a contaminare la nostra società, allora sarebbe beneominciare a seguire il loro esempio anche partendo da piccoli azioni. (Silvia, 24 anni, Lecce)

 

7. A distanza di 20 anni, pensate che se ne parli ancora con la stessa intensità?

Assolutamente no, e ancora una volta mi ricollego alle parole di prima. Di associazioni e di movimenti contro la mafia se ne sono visti, ma mai così imponenti da far sperare i cittadini di Palermo in un cambiamento. (Antonio, 23 anni, Palermo)

Si, probabilmente con intensità crescente ogni anno che passa, o forse sono io che cresco e con me cresce l’interesse per la storia di questi eroi. (Rosalia, 26 anni, Siena)

Si usano le stesse parole, ma ormai il vero senso e intensità si sono stemperati col passare degli anni. (Silvia, 24 anni, Lecce)

 

8. In Sicilia soffia ancora il vento di rivolta così forte in quei giorni?

Personalmente penso che il vento soffi solo quando c’è da ricordare gli eventi passati. Solo in alcuni momenti puoi vedere gli occhi della gente abbastanza speranzosi per qualcosa che il giorno dopo sanno non avverrà. In Sicilia purtroppo l’ignoranza, la paura e la strafottenza sono ancora troppo forti rispetto al senso di civiltà che dovrebbe spronare ognuno di noi a combattere per ciò che è nostro, per ciò che ci spetta e per ciò che è giusto. (Antonio, 23 anni, Plermo)

 

A spiccare è purtroppo la conferma un sentimento di disillusione, soprattutto tra i ragazzi conterranei dei due magistrati che  nutrono poche speranze sull’evoluzione positiva delle azioni messe in atto dalla parte sana del paese contro la mafia.  Come disse Giovanni Falcone “la mafia non è affatto invincibile. È un fatto umano, e come tutti i fatti umani ha avuto un inizio, e avrà anche una sua fine. Bisogna però rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e grave, e che va combattuto non pretendendo l’eroismo di inermi cittadini, ma coinvolgendo nella lotta le forze migliori delle istituzioni”,  noi ci auguriamo che questo pensiero possa concretizzarsi al più presto.

© Riproduzione Riservata
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Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La Storia Controcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione. Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani. Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004 Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero. Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore. Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi: Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e Filosofia Il giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno. Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure. Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10. Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze. Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50. Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta. Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali. Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp. È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia. Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze. La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009 A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono: Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitaria Cominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo. Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggi Nel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale. Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto