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24 Maggio 2012

A Salerno scendono in piazza i diritti sociali

Il primo comma dell’articolo 3 della Costituzione italiana afferma: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”. Questo primo comma, quindi, stabilisce il principio dell’uguaglianza formale. Il secondo comma dell’articolo 3, invece, afferma il principio dell’uguaglianza sostanziale: “E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”

Ora, coloro che leggeranno l’incipit di quest’articolo potrebbero pensare che questo non è lo spazio adatto per parlare di Diritto Pubblico e Costituzionale e che nella home page di questo giornale c’è un’apposita sezione “Appunti di Diritto” in cui posso raccogliere questi attacchi di “deformazione giurisprudenziale” più che professionale. Ma cerco di spiegare.

Quando mi è stato chiesto di parlare del “Salerno Campania Pride”, manifestazione che troverà il suo culmine nella giornata di sabato 26 maggio, ma che già ha ospitato numerose iniziative e diversi personaggi del mondo politico, culturale e dello spettacolo nelle ultime 2 settimane, ho subito pensato che si dovesse partire da un punto fermo. Si sa che il quadro normativo italiano presenta molte lacune in materie nelle quali “si è deciso di non decidere”, ma dall’altro lato esiste comunque un numero sovrabbondante di norme, spesso scritte male, composte da periodi troppo lunghi, in cui il rigore terminologico è una chimera, ed infatti l’ultimo Governo Berlusconi aveva creato il Dipartimento per la Semplificazione Normativa, presieduto dal leghista Calderoli, roba da far rivoltare nella bara i Padri Costituenti. Spesso, però , dimentichiamo la Carta Costituzionale, fonte delle fonti, che in quei 139 articoli (134 effettivi, perchè 5 sono stati abrogati nel 2001) racchiude i principi fondamentali dell’ordinamento italiano.

Ebbene, la manifestazione del “Salerno Campania Pride”, forse è un’occasione per ricordare quei valori costituzionali che troppe volte vengono sviliti e messi in discussione. Parlare di questa manifestazione, come di una giornata dell’orgoglio omosessuale sarebbe riduttivo e semplicistico. Qui, si cerca di andare oltre e allargare il raggio d’azione e di riflessione. Questa è una manifestazione in cui si è cercato e si cercherà ancora di sensibilizzare i cittadini contro ogni tipo di discriminazione e le infinite discussioni politiche degli ultimi tempi sull’ articolo 18, stavolta non della Costituzione, come erroneamente credono in molti, ma dello Statuto dei Lavoratori, dimostrano che il cammino da fare è ancora lungo e in salita.

Giovedì 24 maggio, a dimostrazione che questa manifestazione sta portando avanti iniziative importanti già da diversi giorni, arriverà al Pride Park la Carovana Antimafia, la stessa che si trovava in una piazza di Brindisi lo scorso 19 maggio, giorno dell’ attentato all’ingresso della scuola “Morvillo-Falcone” della città pugliese.

In seguito, ci sarà un convegno su eutanasia e testamento biologico e a conclusione della giornata ci sarà uno spettacolo teatrale. Venerdì 25 maggio e nella giornata conclusiva del 26 maggio, l’ospite principale sarà il giornalista e conduttore televisivo Alessandro Cecchi Paone, il quale presenterà il suo ultimo libro “Il campione innamorato” e parteciperà al corteo per la città di Salerno, previsto per sabato alle ore 16.

Insomma, questi ultimi giorni del “Salerno Campania Pride” saranno un’occasione per affrontare tematiche che possono apparire secondarie rispetto ai tanti problemi che affliggono gli italiani di questi tempi, ma l’uscita dalla crisi potrebbe essere agevolata anche da un ampliamento dei diritti sociali, per respingere quella precarietà che genera soltanto paura e tensione, rispettando sempre i principi cardine della Costituzione e il sentire comune della gente.

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