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25 Maggio 2012

A vent’anni dalla strage di Capaci, Profumo commenta

Il ministro dell’istruzione Francesco Profumo, recandosi presso il carcere dell’Ucciardone di Palermo, ha svolto un discorso commemorativo per ricordare la strage di Capaci e i vent’anni dalla morte di Giovanni Falcone, della moglie Francesca Morvillo e dei tre agenti della scorta.

« Il messaggio al Paese è chiaro e inequivocabile: la scuola è il nostro più importante presidio di democrazia, il luogo della cultura e del confronto, dove si formano le nuove generazioni di cittadini, istruiti e consapevoli. Dove le istituzioni si aprono al dialogo. È così da sempre, prima del vile attacco alla scuola di Brindisi, e così continuerà a essere. Per questo siamo riusciti, tutti insieme, a sconfiggere questo tentativo di guerra psicologica, che puntava a minare l’unità del Paese attaccando un’istituzione nazionale tra le più importanti, nella quale ci rispecchiamo tutti: la nostra scuola, dove convivono gli italiani più o meno fortunati». Ha dichiarato Profumo.

Il ministro ha continuato:« Oggi, a Palermo,voi invocate un futuro libero dal ricatto e dall’oppressione dell’illegalità e dell’incultura. Questa è la mafia: la parte oscura del nostro vivere civile. Con la vostra presenza qui, noi diciamo un “no alla mafia” non retorico, perché i vostri sorrisi e le vostre speranze pretendono un futuro di parole e di gesti liberi. Perché la mafia –  come disse Antonino Caponnetto – teme la scuola più della la giustizia, la mafia prospera sull’ignoranza della gente, sulla quale può svolgere opera di intimidazione e di soggezione psicologica -. La scelta di stare qui, proprio in questa aula, è la promessa che ci facciamo di un futuro felice».

Ha proseguito il ministro dell’Istruzione:«Il governo ha promesso alle giovani generazioni di cercare di liberare il loro futuro dall’incertezza e  in anni difficilissimi per la grave crisi economica che attraversiamo  si sta spendendo per gettare le basi che liberino la strada del vostro avvenire dagli ostacoli che oggi lo rendono cupo, e gravato da antichi pesi. Con il nostro ministero stiamo facendo di tutto, anche sul fronte della lotta per la piena legalità, per avviare azioni concrete in base a un obiettivo che riassumerei così: «Più scuola, meno mafia». I progetti per la legalità che abbiamo avviato nelle scuole hanno proprio questo intento. Li stanno portando avanti, insieme a voi, i vostri professori, per rendere la scuola, la cultura e la memoria del vostro territorio, il primo e più avanzato presidio di civiltà. Dove lo Stato non arriva, in prima linea c’è la scuola, soprattutto le scuole delle periferie».

«A Palermo – ha specificato Profumo -, in uno dei quartieri più difficili, abbiamo un progetto all’Istituto comprensivo ‘Giovanni Falcone’ allo Zen, che ho visitato nei mesi scorsi. A partire da lì abbiamo voluto coinvolgere le scuole del territorio, per avviare un percorso che coinvolgerà altri quartieri ai confini della legalità collettiva, dove i ragazzi evadono in massa la scuola. L’obiettivo è tenere aperta la scuola tutto il giorno: affinché diventi un luogo aperto e di formazione civile. E ciò accade anche altrove, a Rosarno in Calabria, nei quartieri di Napoli Anche grazie alla collaborazione del ministero degli Interni».

Infine il ministro ha terminato dicendo:« Siamo certi che Falcone avesse ragione quando annunciava un’idea semplice, e ci indicava la strada giusta per la quale ha sacrificato la sua vita. Diceva: “La mafia è un fenomeno umano, e come tutti i fenomeni umani ha un principio, una sua evoluzione e avrà quindi anche una fine”. Noi, con voi e tutta la comunità scolastica, lavoriamo per questo obiettivo ››.

 

 

 

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