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2 Maggio 2012

Analisi dei sindacati: dati mai così negativi per lavoro giovani

Ciò che è stato espresso da sindacati e gruppi sociali riguardo i dati forniti dall’Istat, è sta la grossa preoccupazione e perplessità riguardo l’alta percentuale di disoccupazione giovanile attualmente registrata (il 36%).
Secondo Bonanni, leader della Cisl, “neanche il Governo dei tecnici, chiamato a stabilire la situazione economica del Paese, non basterebbe a rendere le cose più tranquille e incoraggianti”.
Una disoccupazione quindi, che continua ad evidenziare nuovi record negativi: un tasso registrato in marzo 2012 del 9,8%: un dato mai registrato prima dal gennaio 2004.
Il prezzo più caro è stato pagato dai giovani: una disoccupazione la loro, che si aggira intorno al 36%: percentuale più alta dal 1992.
Una inarrestabile accelerazione che porterebbe ad una visione futura sempre più lontana da possibili soluzioni diverse da quelle fin ora adottate ed una preoccupazione che oltre a derivare dal calo dell’occupazione stessa, è causata soprattutto da un vero e proprio problema di inattività, dovuta dalla crisi e dalla ricerca disperata ad un impiego.
Inoltre, la presenza sempre più costante di un’occupazione “nascosta”, ha rilevato grosse irregolarità, dopo numerosi controlli effettuati ed hanno registrato attività completamente in “nero” ancora esistente tra tanti lavoratori.
Situazione preoccupante, confermata e constatata anche dal presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, la quale ha espresso la sua piena perplessità sulla possibile ripresa nei prossimi mesi.

 

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