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7 Maggio 2012

Analisi di un bando di concorso al TFA

La settimana scorsa sono stati pubblicati su tutti i siti delle Facoltà interessate i bandi di concorso relativi al primo TFA. Non stiamo qui a descrivere le contorte modalità di iscrizione e di svolgimento delle prove, notizie reperibili sui bandi delle singole Università.
Data la stretta somiglianza dei documenti pubblicati dalle singole Facoltà, proviamo ad analizzarne uno a caso, quello dell’ Università degli studi di Napoli Federico II, ad esempio.

Il countdown – Agli aspiranti candidati sono concessi trenta giorni, anzi trentuno, vista la bontà del mese di maggio che regala loro quel giorno in più, per effettuare tutte le operazioni di registrazione e, ovviamente, pagare la tassa di iscrizione al test, tassa che, per quasi tutte le regioni si mantiene intorno ai 100 € che vale quale contributo per l’organizzazione della selezione”.
Ovviamente si precisa che “in nessun caso si darà luogo alla restituzione del contributo versato”, ma proprio su questo possiamo dire che nessuno aveva dubbi.

Iscrizione a più test – Si contempla anche la possibilità di iscriversi ai test di più classi di abilitazione, ovviamente effettuando tanti versamenti quante sono le classi scelte. Nel caso si risulti vincitori di più classi, è possibile scegliere.

I test – In secondo luogo, dopo una fondamentale e precisa descrizione delle modalità di iscrizione, ripetiamo, esclusivamente on line, che segue passo passo il candidato, si giunge all’Art. 5, inerente alle tre fasi del concorso (test preliminari, prove scritte, prove orali).

Le graduatorie – Per le graduatorie, a parità di punteggio “prevale il candidato che abbia una maggiore anzianità di servizio nelle istituzioni scolastiche,” e “Nel caso di ulteriore parità, prevale il candidato più giovane.”. (Art. 8.1)

Note dolenti – Basta un rapido sguardo per capire che i posti messi a disposizione sono davvero troppo pochi. Nell’Università presa in esame, ad esempio, sono solo 24 i posti per l’A/52 (Materie letterarie, latino e greco nel liceo classico), 25 quelli per l’ A/37 (Filosofia e Storia) 35 per l’A/50 (Materie letterarie negli istituti di istruzione secondaria di II grado).

Eppure sono anni ormai che è chiusa la SICSI e i laureati in queste discipline si sono accumulati a tal punto che, probabilmente, se, come si spera, il TFA sarà annuale, e se manterrà questo andamento, non basteranno 15 anni per smaltire tutti i laureati senza lavoro che, con la laurea conseguita, possono quasi solo esclusivamente insegnare!

Nota dolentissima – In un altro allegato presente sul sito www.unina.it (ma molte facoltà hanno almeno avuto il coraggio di pubblicarlo nel bando stesso) si legge: “il costo dell’iscrizione al Tirocinio Formativo Attivo è pari a € 2.500,00 per tasse e contributi, più il pagamento di € 62,00 per tassa regionale per il diritto allo studio universitario.” E la tassa è la medesima per tutte le Facoltà. Una cifra sicuramente NON alla portata di tutti.

Dinanzi a quest’ultima notizia e a tutta la disamina fatta, viene spontaneo chiedersi quanto realmente questo TFA cambierà la situazione dell’insegnamento in Italia.
Noi aspettiamo, mentre la speranza nata a fine febbraio si trasforma lentamente in angoscia.

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