• Google+
  • Commenta
20 Maggio 2012

Calamità Naturali: lo Stato non risarcirà più

Da oggi, in caso di calamità naturali, terremoti, frane o alluvioni, lo Stato non pagherà più i danni ai cittadini. Il provvedimento è inserito nel Decreto Legge 59 che riforma la Protezione Civile, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 18 maggio 2012 nel quale, tra l’altro, viene confermata la “tassa sulla disgrazia, con l’unica differenza che le Regioni avranno la facoltà di alzare l’accise sulla benzina fino ad un massimo di cinque centesimi ma non avranno l’obbligo di farlo.

Quella che doveva essere una Norma per riordinare il sistema Protezione Civile al fine di migliorarne l’efficienza rischia di rivelarsi l’ennesima beffa per i cittadini.

È vero che il provvedimento prevede già un regime transitorio anche a fini sperimentali e pertanto non diventerà immediatamente operativo ma è innegabile che costituisce un primo passo che mette la politica i fronte ad un problema da anni dibattuto, quello dell’assicurazione in caso di calamità perché lo Stato non è più in grado di fare fronte alle spese.

Per dare una stima del problema, dal 1968 (terremoto del Belice) ad oggi, sono stati spesi ca. 50 miliardi di euro a causa dei danni provocati da terremoti, senza contare quelli provocati da frane e alluvioni, inferiori ma non di tanto. Il solo terremoto dell’Irpinia del 1980, all’ano 2000, hacomportato un impegno economico per lo Stato di ca. 30 miliardi di euro.   

Il provvedimento stabilisce che “…al fine di consentire l’avvio di un regime assicurativo per la copertura dei rischi derivanti da calamità naturali sui fabbricati a qualunque uso destinati possono essere estese ai rischi derivanti da calamità naturali tutte le polizze assicurative contro qualsiasi tipo di danno a fabbricati di proprietà di privati”.

Entro 90 giorni il Governo, di concerto con i Ministeri dell’Economia e dello Sviluppo Economico e sentitala ConferenzaStatoRegioni dovrà emanare un regolamento in base al quale dovrebbero essere previste agevolazioni fiscali per chi si assicura.

Non sarà un percorso facile visto che di certo le assicurazioni si guarderanno bene dall’assicurare fabbricati situate in aree a rischio elevato o molto elevato, di qualsiasi tipo, o, se lo faranno, lo faranno di certo a costi esorbitanti. Si dovrà pertanto necessariamente arrivare ad una assicurazione obbligatoria per tutti, con costi regolati in qualche modo dallo Stato stesso. Altrimenti per alcuni potrebbe divenire più semplice svendere il fabbricato. Del resto sembra ormai questa la direzione obbligatoria visto che lo stato di emergenza, il periodo cioè in cui è lo stato a farsi carico di tutte le spese, durerà 60 giorni con un’unica proroga possibile di 40 giorni. Ciò al fine di far fronte a quanto accaduto finora, e cioè che gli stati di emergenza durino anche anni.

Ciò che viene spontaneo chiedersi è cosa accadrà a partire dal centunesimo giorno visto che lo Stato si tirerà fuori? Chi si farà carico della ricostruzione?

 

Google+
© Riproduzione Riservata