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23 Maggio 2012

Continua il connubio tra Cinema e Diritto

E’ ripreso il ciclo di incontri intitolato “Il Cinema legge il Diritto”, dopo più di un mese dalla proiezione del film “La ragazza del lago”, che fece da apripista a questa iniziativa della facoltà di Giurisprudenza, con la collaborazione della facoltà di Lingue e Letterature straniere. In realtà, da alcune settimane si sapeva che, per questo secondo appuntamento, sarebbe stato proiettato, e quindi analizzato e commentato, il film “Un eroe borghese” di Michele Placido, ma c’è stato un cambio di programma, e oggetto dell’incontro è stata la fiction televisiva “C’era una volta la città dei matti…”, diretta dal regista Marco Turco, andata in onda il 7 e l’8 febbraio 2010 su Rai 1.

Il teatro dell’Università di Salerno  è stato ancora una volta la location di questa mattinata, aperta dal Professore Marco Pistoia che, da ottimo docente di Storia e Critica del Cinema qual è, ha fornito un’impeccabile analisi tecnico-formale del film di Turco che, trattando della storia di Franco Basaglia, medico che ha rivoluzionato la psichiatria italiana, si colloca al di fuori di quella che è la consueta offerta televisiva, soprattutto della prima serata, caratterizzata perlopiù da commedie per tutta la famiglia.

Ma nonostante i contenuti forti, la miniserie “C’era una volta la città dei matti…” ha ottenuto ottimi dati di ascolti in entrambe le serate, con più del 21% di share ed oltre 5 milioni di telespettatori che si sono appassionati alle vicende del Dottor Franco Basaglia, interpretato da Fabrizio Gifuni.

Francesco Schiaffo, docente di Criminologia, ha invece spiegato l’importanza della figura del Dott. Basaglia, che all’inizio degli anni ’60, dopo aver rinunciato alla carriera universitaria, a causa delle sue idee scientifiche e politiche, viene chiamato a dirigere l’ospedale psichiatrico di Gorizia. Qui comincia il cammino che culminerà nella Legge n. 180 del 1978 (denominata proprio Legge Basaglia), che a distanza di più di 30 anni è ancora la legge quadro che disciplina l’assistenza psichiatrica in Italia, nonostante negli anni ci siano stati diversi tentativi di revisione.

Nel film viene raccontato tutto questo; il Dott. Basaglia elimina ogni tipo di contenzione fisica, la discussa tecnica terapeutica dell’elettroschok, inoltre vengono aperti i cancelli dei reparti, i pazienti cominciano ad essere trattati come persone e quindi, il personale dell’ospedale cerca anche di costruire un rapporto umano con il singolo malato. Quando nel 1971 diventa il direttore del manicomio di Trieste, il Dottore si spinge oltre, istituendo all’interno dell’ospedale psichiatrico, laboratori di pittura e teatro. Poi, nasce anche una cooperativa di lavoro per i pazienti, in modo da permettere a questi ultimi di svolgere lavori riconosciuti e regolarmente retribuiti.

Questo, forse, è il punto più alto della trasformazione di un manicomio, ma Basaglia ritiene che l’ospedale psichiatrico va eliminato definitivamente, senza però lasciare da soli i pazienti. Infatti, al posto dei manicomi, deve essere costruita una rete di servizi che sia in grado di provvedere all’assistenza delle persone affette da disturbi mentali; l’ospedale psichiatrico non deve più essere quel luogo in cui la società ripone il malato, escludendolo di fatto dalla vita collettiva, credendo di aver risolto in questo modo ogni tipo di problema. Ed è così che nel 1977 viene chiuso il manicomio di Trieste e l’anno successivo viene approvata in Parlamento la Legge n. 180, che riforma la psichiatria, imponendo la chiusura dei manicomi e regolamentando il trattamento sanitario obbligatorio con l’istituzione di servizi di igiene mentale pubblici.

Espressioni di Basaglia come “la follia è una condizione umana ed è presente in noi così come la ragione” oppure “la follia non va eliminata, ma accettata” sono frasi che fanno capire il senso della battaglia condotta dal Dottore, forse una delle battaglie “più umane” che siano state fatte in Italia negli ultimi 50 anni. L’analisi del film non finisce qui; infatti, venerdì 25 maggio, alle ore 10:30, il teatro universitario avrà l’onore di ospitare l’attore  Fabrizio Gifuni, protagonista di “C’era una volta la città dei matti…” col quale si parlerà ovviamente di questa miniserie televisiva, ma non solo.

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