Cosa c’è di più vero e allo stesso tempo di più irreale di un racconto?

Redazione Controcampus 27 Maggio 2012

Abbiamo intervistato per voi un giovane studente della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Alma Mater Studiorum in occasione della pubblicazione del suo primo racconto, per raccontare di come il caso può sorprenderci e di come la passione e il talento a volte ripagano.

 

È partito tutto dal consueto festival “Libri da scoprire” che si svolge tutti gli anni a Latina. Durante questo evento c’è stata la presentazione in anteprima del volume “Il Rosso e il Nero – II Antologia di racconti del XXI secolo” (ed. Diamond, 2012), raccolta di racconti nata dalla pubblicazione dei testi vincitori dell’omonimo concorso letterario nazionale promosso dalla casa editrice Diamond nel 2011 e giunto alla sua seconda edizione.

Ma perché il Rosso e il Nero?  “Nel segno del rosso, sia esso sangue, corallo o pittura si dipanano vicende dal ritmo sincopato avvolte da strozzare il fiato. Vicende che molto parlano d’amore. Nel segno del nero si sviluppano racconti originali come una doppia elica di DNA, di lutti neri e salme composte in fragorosi smoking rossi, e poi di eroi dalla pelle nera, e di serate “noir” passate in fumosi bar dove spariscono emozioni e ricordi“.

I racconti sono stati selezionati dal comitato scientifico di lettura presieduto da L. Rino Caputo e coordinato dal curatore del volume ed editore Simone Di Matteo. I racconti sono stati divisi nel due sezioni: il Rosso e il Nero.  All’interno, come capofila, testi inediti delle penne già note di Antonio Veneziani (Torbida innocenza – Quaderni di Barbablù; Fototessere del delirio urbano – Hacca; Shalom – Edizioni Il Segnale; Brown Sugar – Castelvecchi; D’amore e di Libertà – Diamond Editrice) e Giulio Laurenti (Suerte – Einaudi). La postfazione è a cura del professor Angelo Fàvaro (Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”).

Un’iniziativa editoriale e letteraria accattivante che ha richiamato l’attenzione di molti giovani che hanno deciso di partecipare. Tra questi, Adriano Pugno, l’autore di Smoking, uno dei racconti selezionati e pubblicati. Adriano è un ragazzo che dal Lazio ha deciso di trasferirsi a Bologna per studiare Lettere all’Alma Mater Studiorum, e ha raccontato per noi la sua avventura di scrittore e di studente..

Adriano, puoi raccontarci di come sei venuto a conoscenza del concorso?

Sono venuto a conoscenza del concorso un po’ casualmente: la mia fidanzata cercava un concorso su internet, e ci siamo imbattuti in questo che mi sembrava molto interessante per come era strutturato.

Cosa ti ha spinto a partecipare?

All’inizio il tutto era nato per la mia solita voglia di mettermi in gioco, che è una caratteristica che hanno in comune tutti gli scrittori. Ma non riuscivo a trovare un’ispirazione, scartavo tutte le idee che mi venivano in mente ed ero in una fase di impasse creativa. La spinta mi è stata data da alcuni avvenimenti autobiografici, che mi hanno portato a scrivere di getto ed a finire il racconto tutto di un fiato.

Da quanto scrivi e da quanto sai che ti piace scrivere non solo in stile giornalistico ma anche creativo?

Ho iniziato a scrivere piccoli componimenti da quando avevo 6 anni. Mio nonno scriveva poesie, mio zio scrive canzoni, e nella scrittura ho trovato un modo per sprigionare e capire meglio le mie emozioni e le mie idee, oltre ad un potente megafono per poter comunicare con gli altri. Il giornalismo è venuto più tardi, e mi ha aiutato per avere una prosa più asciutta e meno barocca.

È la prima volta che partecipi a un concorso letterario? Cosa ti ha spinto a farlo?

È la seconda volta che partecipo ad un concorso letterario. La prima volta fu per la Scuola Holden, dove mi piazzai con un onorevolissimo decimo posto. Ma l’atteggiamento di molti miei colleghi, pronti a distruggersi fra loro per primeggiare, mi ha lasciato un brutto ricordo dell’esperienza.

Come hai lavorato sulla tua storia e quali sono le tue suggestioni letterario-culturali? Soprattutto qual è stata l’ispirazione per il genere e la storia?

Ho lavorato tutto di un fiato, e come sempre mi accade quando scrivo qualcosa di importante ho composto di getto, tutto di un fiato, in modo probabilmente poco lucido. Solitamente tendo ad ispirarmi alle ultime letture fatte, in modo un po’ camaleontico, ma questo racconto era talmente intimo da essere completamente mio.

Puoi darci qualche anteprima sul tuo racconto e sul volume “Il Rosso e il Nero“?

Il volume “Il Rosso e il Nero” è una piacevolissima sorpresa. Oltre al fatto che ha una copertina veramente accattivante, i racconti sono tutti intensi, genuini, in una sola parola sinceri. In un periodo così vuoto per la letteratura italiana di oggi, che sembra la brutta copia di se stessa, è un ottimo segnale.
Per quanto mi riguarda il mio racconto, è la trasfigurazione letteraria della morte di mio zio, che mi ha aiutato a sublimare il lutto e a formarmi un personalissimo senso della vita, ovviamente imperfetto in quanto tale. Più che un racconto, è quasi una confessione.

Qual è stata l’emozione maggiore che ti ha colto quando hai saputo di esserti classificato e di aver vinto?

È stata una delle più belle soddisfazioni che abbia mai avuto in vita mia, non tanto per la vittoria quanto perché aveva vinto una storia alla quale sono molto affezionato, la storia di una persona semplice, antiletteraria, ma che per me è la cosa più poetica che abbia mai visto, altro che mari in tempesta e cieli stellati.

Cosa studi all’università? Pensi che la carriera della scrittura rimarrà nella tua vita? Se sì in quale modo e forma?

Studio Lettere perché onestamente non potrei fare altro nella vita: sono troppo innamorato di questo mondo, fare qualcosa di diverso sarebbe stato da amante infedele. Vedo la scrittura come qualcosa di aperto, e ciò mi porta ad essere aperto a tutte le sue sfaccettature, che sono più simili di quanto si possa pensare.

Quali scrittori e scrittrici ami e cosa consiglieresti di leggere? La lettura per te è importante come la scrittura? Cos’è per te la scrittura?

Adoro le suggestioni di Garcia Marquez o Calvino, il mio libro preferito è però di una scrittrice poco conosciuta, Agotha Kristof: la sua Trilogia della città di K è un racconto di un’intensità elevatissima, che scandaglia il senso stesso della vita e della scrittura. Non credo che fantasia sia sinonimo di finzione: se una cosa è stata pensata, in un certo senso esiste. Ogni vita non è un elenco di cose dette e fatte messe in modo cronologico, ma è ciò che si racconta. E cosa c’è di più vero e nello stesso tempo di più irreale di un racconto?

Grazie Adriano per il tuo contributo!

 

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto