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29 Maggio 2012

Donne e tecnologia

Sono soltanto il 15,55% su 926 studenti nuovi iscritti alla medesima area, le ragazze immatricolate a percorsi di laurea connessi all’Information & Communication Technology (ICT) nelle Università del Veneto per l’anno accademico 2010-11: esattamente 144 rispetto ai 782 colleghi maschiMa pur trattandosi di una scelta fatta da una bassa percentuale di studentesse (pari all’1% delle immatricolazioni complessive regionali femminili) ben l’80% di loro trova lavoro entro un anno dalla laurea magistrale, percentuale che arriva alla piena occupazione (100%) a tre anni dal conseguimento del titolo. E ancora, alla prova occupazionale le giovani raggiungono condizioni migliori sia rispetto alle colleghe di altre aree, sia rispetto ai colleghi maschi: percependo un reddito superiore alla media femminile regionale complessiva e, in qualche caso, anche a quella nazionale.

 

I dati sintetizzano quanto risalta dal volume “Donne e tecnologie informatiche” a cura di E.Boschetto,A.Candiello, A.Cortesi e F.Fignani, Edizioni Ca’ Foscari.  La ricerca, promossa dalla Commissione Pari Opportunità della Regione Veneto e condotta dal Dipartimento di Scienze ambientali, Informatica e Statistica dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, ha inteso indagare il gender gap nell’ambito dell’ICT prendendo in esame i dati delle immatricolazioni e delle lauree nelle università venete e del resto del territorio nazionale, nonché rapporti ufficiali, norme ed esiti occupazionali. L’importante lavoro e i suoi risultati saranno presentati in un incontro pubblico martedì 29 maggio alle 10 presso l’aula Baratto dell’Università Ca’ Foscari di Venezia.

 

«Dalla ricerca emerge evidente come la disparità di genere si verifichi in ingresso, ossia la momento delle iscrizioni all’Università: le donne che scelgono gli studi informatici sono, infatti, ancora una piccola minoranza rispetto agli uomini, ma non lo sono in uscita» sottolinea Agostino Cortesi, docente di Ca’ Foscari che ha guidato il gruppo di ricerca. «Questa disparità si può però ridurre intervenendo con maggiore efficacia nell’orientamento alla scelta del percorso universitario e smentendo stereotipi di tipo culturale secondo i quali questo tipo di studi non sono adatti alle donne. Il tema è peraltro di grande attualità: ridurre il gender gap in un’area strategica come quella delle ICT può costituire una grande opportunità di crescita, sia sociale che economica, sulla quale in momenti di grande incertezza e ripensamento come quelli che viviamo vale la pena di investire con decisione».

 

L’importanza strategica di intervenire sulla fase di orientamento agli studi è evidenziata anche da Simonetta Tregnago, presidente della Commissione regionale Pari opportunità, che afferma: «Alla luce di quanto emerge dai dati occupazionali analizzati dall’indagine, le ragazze che si trovano ad affrontare una scelta così rilevante per il proprio futuro come quella universitaria andrebbero incoraggiate a iscriversi ad aree scientifiche e informatiche. Le tecnologie informatiche e il mondo del web racchiudono un forte potenziale di trasformazione in termini di occupazione e di empowerment per le donne». «Tra gli obiettivi di questo lavoro – continua -, anche quello di stimolare un dibattito tecnico e culturale per superare i pregiudizi che considerano il settore delle ICT prettamente maschile».

 

Ad aprire i lavori della giornata di martedì 29 maggio sarà Marialuisa Coppola, assessore regionale all’Economia e sviluppo, Ricerca e innovazione a cui seguirà la presentazione di Agostino Cortesi, prorettore dell’Università Ca’ Foscari. Alla tavola rotonda interverranno Michele Bugliesi, direttore del Dipartimento di Scienze ambientali Informatica e statistica di Ca’ Foscari, Silvana Castano, presidente dell’Associazione degli Informatici Italiani (GRIN), e Isabella Chiodi, vicepresidente di IBM Italia. Le conclusioni sono affidate alla presidente CPO Simonetta Tregnago, a coordinare i lavori la vicepresidente Cristina Greggio.

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