Liceo scientifico: cosa si studia e si diventa, materie e sbocchi

Daniela Saraco 2 Marzo 2020

Ecco perché scegliere il liceo scientifico: cosa si studia e cosa si diventa con questa diploma di maturità, materie che si studiano allo scientifico e sbocchi professionali previsti.

Le informazioni necessarie per chi vuole iscriversi a questo istituto, i programmi con il nuovo ordinamento e opportunità di lavoro o di studio post diploma.

Per gli studenti delle scuole medie è tempo di scegliere in quale scuola superiore iscriversi tra gli indirizzi liceali, tecnici o professionali. Bisogna, pertanto, conoscere i dettagli e le materie che si affrontano nei diversi istituti. Per chi sogna di diventare uno scienziato o preferisce lo studio della matematica, può valutare l’iscrizione al liceo scientifico .

Questo istituto, infatti, prepara gli alunni maggiormente sulle materie scientifiche anche se permette di avere diverse competenze umanistiche.

Con questo corso di studi, si può  scegliere tra tre indirizzi, ovvero il corso tradizionale , quello di scienze applicate e quello sportivo. Il primo da una preparazione sia umanistica che scientifica. Lo studio della matematica, della fisica e della chimica  sono sicuramente le materie dello scientifico a cui sono, difatti, dedicate più ore. E’ prevista  un’ ora a settimana di disegno per il 1 anno, 3 per il secondo anno e due negli anni successivi. Per quanto riguarda Scienze naturali sono previste 2 ore nel secondo e nel quinto anno e tre nel terzo e nel quarto anno. Sono programmate, inoltre, ore di laboratorio per  gli esperimenti scientifici .

L’indirizzo di scienze applicate, invece, elimina il latino e accorda più spazio allo studio dell’informatica e delle scienze naturali; il monte ore rimane invariato. Tali istituto offre dunque agli studenti una preparazione completa, in quanto  integra le materie umanistiche e artistiche  con uno studio maggiore della matematica, della fisica e con l’aggiunta del disegno tecnico.Il liceo sportivo è, invece, un’importante opportunità per unire una approfondita cultura umanistica e scientifica, insieme  al valore educativo dello sport. Vediamo nel dettaglio il piano di studi dei tre diversi indirizzi.

Cosa si studia al liceo scientifico: materie e insegnamenti del diploma di maturità

Il percorso di studi del liceo scientifico si concentra sullo studio della matematica e di altre discipline scientifiche. Chi sceglie questa scuola può, inoltre, decidere di iscriversi all’opzione Scienze applicate, che propone  laboratori pratici. Gli studenti possono anche scegliere l’orientamento sportivo,che dedica molte ore allo sport. Molti istituti hanno attivato anche corsi sperimentali di lingue e di informatica. Come il liceo classico, anche lo scientifico non abilita a una professione specifica, ma consente di partecipare ai concorsi pubblici e di accedere alle Accademie militari. Offre, inoltre, una base culturale generale per seguire un indirizzo universitario di tipo tecnico, anche se non tralascia una preparazione umanistica. Ma quali sono le materie insegnate? Si studia o no il latino? E il greco? Scopriamo subito l’elenco delle materie dei due indirizzi:

Materie Liceo Scientifico ordinario:

  • Italiano
  • Latino
  • Lingua straniera
  • Storia e Geografia
  • Storia
  • Filosofia
  • Matematica
  • Fisica
  • Scienze naturali
  • Disegno e storia dell’arte
  • Scienze motorie e sportive
  • Religione cattolica o Attività alternative

Materie Liceo Scientifico Scienze applicate:

  • Italiano
  • Lingua straniera
  • Storia e Geografia
  • Storia
  • Filosofia
  • Matematica
  • Informatica
  • Fisica
  • Scienze naturali
  • Disegno e storia dell’arte
  • Scienze motorie e sportive
  • Religione cattolica o Attività alternative

Per gli indirizzi sportivi, dal terzo anno si studia di economia  e  diritto nello sport, sostituendo il latino.

Cosa si diventa con l maturità scientifica: cosa si può fare dopo, sbocchi

Questo liceo permette l’iscrizione a tutte le facoltà possibili, pertanto non ci sono limitazioni. Tuttavia, l’importante formazione sulle scienze consente di accedere con molta facilità a corsi di studio universitari di matematica, fisica, chimica, biochimica e biotecnologie. Solitamente le università scelte sono di tipo scientifico, ovvero:

Chi consegue il diploma al liceo scientifico e si chiede cosa può fare, e non vuole continuare a studiare, ha comunque qualche possibilità di sfruttare il diploma per trovare subito lavoro. Ecco alcuni degli sbocchi professionali possibili:

  • consulente  informatico;
  • addetto al back-office;
  • tecnico manutentore;
  • addetto al laboratorio;
  • assistente in studio medico, architettonico, ingegneristico e nel campo della biologia.

Gli studenti dell’indirizzo sportivo hanno svariate possibilità. Possono, infatti, indirizzarsi nello sport business, nel management dello sport e nel giornalismo sportivo. Inoltre i diplomati possono  diventare  preparatori fisici e condurre dei programmi di allenamento. Possono essere anche  esperti esterni in  palestre, gruppi sportivi e centri di benessere.

Di conseguenza questo istituto dona agli studenti una preparazione completa e un’ampia scelta per gli sbocchi lavorativi.

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avatar Daniela Saraco Sona una donna, una madre, una docente. Scrivo di scuola e di formazione perché è il mio mondo quotidiano. La Direzione di Controcampus mi ha affidato la rubrica sulla scuola, per aiutare a capire meglio le notizie che raccontano la realtà scolastica, con pochi e semplici passaggi: • Cronaca, ossia il racconto dei fatti interessanti accaduti nel mondo della scuola • Inchiesta, è l'approfondimento di un tema attraverso ricerche e interviste. • Intervista, è interessante fare due chiacchiere con una persona particolare che ci può raccontare un'esperienza o una sua opinione. Perché è così difficile raccontare la scuola sui giornali? Perché è difficile trovare giornalisti davvero specializzati nel settore, che ha le sue caratteristiche peculiari e anche il suo lessico giuridico. Far scrivere un articolo sulla scuola a qualcuno che non sa cosa sia un PTOF, ignora le direttive delle ultime circolari ministeriali, non conosce la differenza fra un concorso abilitante per entrare in ruolo e uno aperto solo agli abilitati è come affidare la spiegazione di un discorso finanziario a un giornalista che non mastica neppure i termini base dell'economia. Gli articoli che riguardano la scuola e i suoi problemi, solitamente, nelle redazioni ormai sono affidati in molti casi a cronisti generici. Questo perché, mancando pagine specializzate e un interesse continuativo per il settore, l'articolo parte quasi sempre da un fatto specifico di cronaca spicciola avvenuto in tale o tal altro istituto, e che viene portato a conoscenza dei media da persone estranee alla scuola stessa. Io, invece, essendo ferrata sulle normative del settore e sui termini tecnici e avendo una memoria storica consolidata di quanto è avvenuto in precedenza, racconto episodi e avvenimenti di cui capisco la reale sostanza. Una scuola non ha un ufficio stampa o un addetto ai rapporti con i media, il Ministero non interviene se non con scarni comunicati che riguardano cose sue, i Presidi si trovano a dover rispondere a domande che rischiano di toccare particolari aspetti della privacy degli alunni e che, se rivelati incautamente, possono avere pesanti ripercussioni sulle vite di ragazzi spesso minorenni. Ecco perché risulta importante e necessario far scrivere di scuola a chi la scuola la fa! Leggi tutto