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10 maggio 2012

Federico Zampaglione@Unisa: una vita tra musica e cinema

Mese caldo e ricco di appuntamenti per il teatro dell’ Università di Salerno, che nei prossimi giorni e fino al termine del mese, avrà l’onore di ospitare una serie di artisti di fama nazionale che racconteranno il loro percorso professionale e cercheranno di soddisfare ogni tipo di curiosità di studenti e docenti.

Il primo di questa serie di incontri è avvenuto lo scorso 9 Maggio e ha visto come protagonista Federico Zampaglione, frontman dei Tiromancino e da alcuni anni anche regista cinematografico. L’artista romano fa un excursus della sua carriera, cominciata a poco più di 20 anni, quando nel 1989, con alcuni amici, fonda il gruppo musicale dei Tiromancino. Altri tempi quelli, in cui sicuramente il mercato discografico godeva di miglior salute, ma nello stesso tempo, il successo non era un traguardo così semplice ed immediato da raggiungere, come appare oggi che basta partecipare ad un talent, incidere un brano che ti viene preparato su misura, che ci si ritrova ai vertici delle hit parade, e poi subito dopo si finisce nel dimenticatoio.

Gli anni della gavetta, forse, sono stati i meno esaltanti, dal punto di vista del seguito di pubblico, ma sicuramente hanno permesso di strutturare il gruppo, correggere errori e ricercare sonorità sofisticate, non convenzionali, e testi tutt’altro che scontati. Ed ecco come, dopo i primi 4 album pubblicati nei primi 10 anni di attività, nel 2000 arriva il grande successo con il disco e l’omonimo singolo “La descrizione di un attimo”, seguito da altri successi, come “Due destini”, “Per me è importante”, “Amore impossibile” e “Imparare dal vento”.

Zampaglione ha dichiarato che è sempre stato molto attento, oltre che alle parole e alla melodia di una canzone, anche alle immagini e quindi ai videoclip che accompagnano l’uscita di un singolo. Da qui, nasce la voglia di cimentarsi in un territorio artistico diverso, cercando di andare al di là della classica struttura di una canzone; così, lo stesso Zampaglione prima cura la sceneggiatura e la regia del brano “Un tempo piccolo” e poco dopo debutta al cinema, con il suo primo lungometraggio “Nero bifamiliare”.

Ma è dal suo secondo lavoro da regista, intitolato “Shadow”, che Zampaglione può passare al genere da lui preferito come spettatore: l’horror. Questo è un genere che da tempo è considerato in crisi in Italia, infatti al cinema è difficile trovare una pellicola horror, mentre abbondano le commedie. Il problema sta nei budget sempre più ridotti che il Ministero della Cultura mette a disposizione dei film di genere e il mancato appoggio della televisione, che per esempio in Francia e Spagna contribuisce ai finanziamenti per il cinema. L’horror, un tempo, era l’unico genere che regalava spunti di creatività, ora tutto si è appiattito e quindi si punta soprattutto su commedie che, trattando di tematiche familiari, tradimenti ed equivoci, finiscono tutte per assomigliarsi un po’.

Attualmente, il regista romano è al lavoro per il suo terzo film, che si intolerà “Tulpa”, un giallo a tinte forti venato di soprannaturale” secondo lo stesso regista e contemporaneamente non abbandona il progetto Tiromancino, anche se è difficile portare avanti contemporaneamente le due carriere.

Federico Zampaglione, probabilmente, se fosse americano, sarebbe una star internazionale; lì, infatti, solo i più grandi riescono a conciliare le carriere da cantanti e da registi/attori; in Italia, invece, si deve convivere con assurdi pregiudizi, gli stessi che hanno accompagnato il leader dei Tiromancino all’inizio della sua carriera da cineasta, pregiudizi e diffidenze che si moltiplicano se magari hai anche una compagna che è una delle migliori attrici italiane. Però, la passione vera per quello che si fa è capace di spazzare via tutto, ed oggi, Zampaglione, grazie alla musica dei Tiromancino, alle tante collaborazioni musicali (Franco Califano, Fabri Fibra, Noemi) e ai suoi primi lavori cinematografici, che hanno rivitalizzato un genere in difficoltà da tempo, può essere definito uno dei pochi artisti a tutto tondo del panorama italiano.

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