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24 maggio 2012

Furto di libri rari ai Girolamini: clamorosa svolta nelle indagini

Clamorosa svolta nelle indagini in corso sul misterioso furto di volumi antichi presso la Biblioteca dei Girolamini a Napoli. I Carabinieri per la tutela del Patrimonio artistico stamattina hanno arrestato cinque persone tra cui il direttore stesso della struttura, Marino Massimo De Caro insieme al conservatore don Sandro Marsano. Tra gli indagati anche Maria Grazia Cerone, collaboratrice del senatore Pdl Marcello Dell’Utri. Alcuni dei libri trafugati dal complesso bibliotecario monumentale sono stati poi ritrovati in Veneto, altri invece in casa dell’ex direttore De Caro , ora in carcere; si ipotizza una vendita clandestina di libri antichi alla base del furto che ha irreparabilmente mutilato il patrimonio librario custodito nella Biblioteca dei Girolamini.

DA VICO AI GIORNI NOSTRI: PARABOLA DISCENDENTE DI UNA BIBLIOTECA. è senza precedenti la vicenda artistica e umana che vede come protagonista principale la Biblioteca dei Girolamini, unica nel suo genere e per le opere in essa custodite, luogo che Giambattista Vico amava frequentare approfondendo i suoi studi di filosofia. Da quei tempi d’oro un lento declino della struttura si è impossessato delle sue sale, dei suoi arredi e dei suoi corridoi, declino iniziato irreparabilmente subito dopo il sisma dell’80, quando tutto il complesso fu destinato a ospitare gli sfollati del terremoto. Persino il progetto di Gerardo Marotta di fare della struttura dei Girolamini una sede distaccata dell’ Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, naufragò a causa di quell’emergenza nazionale. Ma lo sfregio più grande all’intero complesso e alla memoria culturare della città di Partenope doveva ancora avvenire: il 19 aprile del 2012  un blitz notturno dei Carabinieri pose i sigilli alla struttura, mettendo sotto inchiesta il direttore De Caro, poichè la prcura napoletana indagava sul furto di oltre 15 mila volumi antichi.

UN’OPERAZIONE DI TUTELA E SALVAGUARDIA. Quella dei Carabinieri, con il sequestro preventivo della Biblioteca fu un’operazione di tutela e salvaguardia dell’intero complesso, motivata dalla denuncia del docente universitario Tommaso Montanari che, in un articolo giornalistico criticava ampiamente lo stato di degrado e di abbandono della storica biblioteca, dal tetto pericolosamente instabile e popolata da animali e dai loro escrementi, nonchè avvilita dalla sparizione continua di preziosi volumi. Il Montanari inoltre riporta le parole degli abitanti residenti nei pressi della biblioteca, che raccontano di un viavai di auto cariche -di libri forse?- dai cortili della biblioteca. così, a seguito di questo accorato appello, i Carabinieri iniziarono la loro indagine, indagine che ancora oggi è nel vivo delle rivelazioni: è infatti di poche ore fa la scoperta all’interno della struttura seicentesca, di sette sale segrete, ricolme di libri e documenti da studiare e inventariare, un altro tassello di questa incredibile vicenda che sta assumendo sempre più i contorni di un giallo da risolvere.

LE ACCUSE E I PROTAGONISTI. Autosospesosi dall’incarico Marino Massimo De Caro, già direttore della Biblioteca dei Girolamini ora in manette insieme ad altre cinque perone, di nazionalità straniera, eccetto don Sandro Marsano, il sacerdote oratoriano custode di tutta la struttura: le accuse rivoltegli contro dai pm napoletani sono “più azioni esecutive anche in tempi diversi di un medesimo disegno criminoso, si appropriavano di manoscritti, volumi e beni costituenti il patrimonio librario“.  Eloy Alejandro Cabello, Viktoriya Pavlovskiy, Abel Cesar Cabello e Paola Lorena Weigandtsi appropriavano di manoscritti e di altri beni -distruggendo le loro schede bibliografiche- grazie a una pressoché assoluta libertà di movimento all’interno della struttura“. attualmente sono in corso indagini per chiarire i tempi e le modalità con cui agivano, soprattutto individuare i luoghi dove sono custoditi o commercializzati i beni librari sottratti ai Girolamini.

UN DANNO IRREPARABILE. Si tratta di accuse gravissime unito a un serio danno al patrimonio culturale partenopeo, al quale al momento è difficile dare una stima. I carabinieri hanno sì ritrovato in un deposito in provincia di Verona un migliaio di libri antichi di cui almeno 250 sicuramente appartenenti alla biblioteca napoletana, ma allo stesso tempo hanno accertato che molti volumi trafugati sono stati già venduti all’estero, in Inghilterra come in Giappone. Triste pensare che un patrimonio che tutto il mondo ci invidia sia finito nelle mani di una persona che nella rarità del libro antico vedeva solo il lato economico e non il valore intrinseco di un bene culturale da tutelare e successivamente consegnare ai posteri.

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