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4 Maggio 2012

Giornata mondiale della Libertà Di Stampa

 

In occasione della  Giornata Mondiale della Libertà di Stampa, celebrata ieri Giovedì 3 Maggio,in tutto il mondo  ci sono state  numerose manifestazioni in memoria dei caduti per la libertà d’informazione. Particolare attenzione quest’anno è stata rivolta al tema cambiamento: le numerose segnalazioni di cittadini attivi e le iniziative emerse grazie alla rete ed in dettaglio ai principali Social Network d’inernet, hanno mobilitato la società, portando alla caduta regimi  decennali  in tutto il Nord Africa.

A Palermo si è svolta la V Giornata della Libertà di Stampa. Un’occasione anche per commemorare  tutti i  giornalisti uccisi dalle mafie e dal terrorismo. Sono 11 in tutto, 8 dei quali solo in Sicilia, i giornalisti ammazzati da 1960 al 1993. UNCI- Unione Nazionale Cronisti Italiani, in collaborazione stretta con l‘Ordine regionale dei Giornalisti e l’Assostampa Sicilia, ha promosso la giornata,  in favore dei ben 147 giornalisti italiani minacciati dall’inizio dell’anno ad oggi.

Sconcertanti i dati sulla condizione della libertà di stampa nel mondo. Dai report diffusi fra lo scorso gennaio ad oggi da Reporter Sans Frontières, emergerebbe una chiara situazione di “dissesto democratico”, soprattutto nei principali protagonisti europei e nel mondo, dove muoiono più  di cento giornalisti ogni anno.

Secondo Reporters Sans Frontières (Rsf), a dispetto dei paesi come Finlandia, Norvegia, Estonia, Paesi Bassi in cui la libertà di stampa e la pluralità dell’informazione (intesa nella reale accezione del termine, del tutto differente dall’atteggiamento prevalente  Italia che sembrerebbe garantire la sola piena “libertà di comunicazione”…) sono completamente garantite, l’associazione Report senza frontiere ha calcolato che dal 1^ Gennaio 2012 fino ad  oggi, siano statiammazzati ben 21 giornalisti e 6 blogger, soprattutto in zone dove restano ancora aperti i conflitti (Somalia e Siria).

Fanalini di coda della libertà d’espressione.Paesi come la Corea del Nord, il Turkménistan, l‘Eritrea sono fra agli ultimi posti del rapporto sulla libertà di stampa. Il Ranking completo riporta inoltre, fra i paesi in cui non è possibile esprimere la propria opinione liberamente, anche i protagonisti delle più recenti sommosse, come ad esempio il Bahrain al 173^ posto, il Marocco al 138^, L‘Egitto al 166^ ( La Grecia, fra le altre cose,  si troverebbe al 71 posto, anche se accanto al proprio report non vi è alcun numero!)

Le stime sulla libertà di stampa sembrano vacillare  pericolosamente anche nei paesi occidentali: gli Stati Uniti d’America, l‘Italia ricoprono (drammaticamente-nda-) rispettivamente solo il 57^ ed il 61^ posto! Difficile inoltre non notare come, Spagna (39^) e Francia, attualmente situati solo dopo la Papa Nuova Guinea, El Salvador,o Capo Verde non figurino fra i primissimi posti della classifica redatta da R.S.F

La RSF ha inoltre censito un nuovo elenco dei nuovi predatori della libertà d’informazione. Fra questi ci sono “Boko Haram” (Gruppo islamico) in Nigeria, Kim Jong-un in Corea del Sud , il Consiglio Supremo delle Forze Armate in Egitto ( Post Mubarak).

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