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6 Maggio 2012

I muri della vergogna, il baratro della comunicazione

Comunicare è fondamentale. Il bisogno di esprimersi è sempre più forte nei giovani; è un impulso irrefrenabile, a volte sembrerebbe eccessivo ed ingiustificato.

D’altronde, come potremmo altrimenti spiegare le scritte indecenti e i disegni osceni sui muri delle scuole. Le frasi che si possono leggere sono di varia natura: si passa dalla politica allo sport, dalle discriminazioni alle dichiarazioni d’amore. I disegni, invece, toccano il più delle volte lo sfondo sessuale.

Non si tratta solo di maleducazione, alla base del problema si cela qualcosa di più grave.

Quando scriviamo, parliamo, disegniamo, chattiamo, vogliamo raggiungere un unico scopo: comunicare.

Sembrerebbe che i ragazzi scelgono la scrittura per dare eternità ai loro messaggi, un modo semplice ed efficace per esternare in modo forte i loro pensieri.

Nuvole grigie, infatti, affollano la mente dei giovani di oggi, abbandonati a se stessi o al sostegno di un gruppo che nasconde debolezze e fragilità. È davvero il secolo delle illusioni?

Viviamo di relazioni apparenti, ci circondiamo di persone vuote, indossiamo maschere che ci proteggono, sposiamo ideali facili da sostenere e rinunciamo a quei sogni che non sappiamo difendere.

Le frasi sui muri sono forse il frutto dell’incapacità di comunicare, confrontarsi e agire in prima persona, un’alternativa attraverso cui i ragazzi trovano sfogo.  Certo è che non si possono giustificare comportamenti e/o atti vandalici volti a distruggere e rovinare un bene che appartiene a tutti: la scuola.

Bisogna educare i giovani al rispetto delle cose che appartengono all’intera comunità, ma soprattutto è necessario ridare importanza al potere della parola e all’efficacia del dialogo.
I genitori dovrebbero tornare ad essere esempi di rettitudine, i professori, invece, maestri di vita.

Tutti noi dovremmo riempire il vuoto che si sta impossessando delle nostre vite; dovremmo insegnare a scrivere nei cuori e non sui muri, a riempire con parole i silenzi che alzano le barriere, a vivere come una vera comunità.

George Bernard Shaw ha detto: “Il maggior problema della comunicazione è l’illusione che sia avvenuta”.

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