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28 Maggio 2012

Il 6% degli alunni prende psicofarmaci

Questa è l’Italia che non vorremmo scoprire: ma la scopriamo. Circa il 6% degli studenti a partire dai 15 anni usa psicofarmaci senza la prescrizione medica, e circa 80mila studenti possono essere qualificati come “consumatori abituali”. Quando parliamo di psicofarmaci, parliamo del Valium, dello Xanax, ma anche del Ritalin, una sostanza stimolante a base di anfetamina che farebbe aumentare in modo esponenziale la capacità di attenzione in chi lo assume. Il quadro si allarga a tutta una serie di consuetudini che molti studenti hanno purtroppo intrapreso: pasticche per riuscire ad addormentarsi, pasticche per riuscire a non mangiare.

Ma chi lo dice tutto questo? Lo dice il dato a dir poco inquietante che emerge dall’ultimo studio Espad del 2011, che è stato realizzato dall’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche a Pisa.

La ricerca è stata compiuta sulla base di un questionario sottoposto a circa 50mila studenti italiani. A condurre lo studio è stata la epidemiologa toscana Sabrina Molinaro, la quale precisa che: “Mentre il consumo di droghe, alcol e tabacco sta diminuendo tra gli studenti anche perché hanno meno soldi in tasca a causa della crisi, l’assunzione di psicofarmaci senza prescrizione medica rimane costante. Non diminuisce, anzi. L’uso di tranquillanti e pillole per dormire è in aumento, si è passati dal 4,5 per cento del 2007 al 5,4 per cento del 2011“. Un dato veramente pazzesco: usare psicofarmaci a 16 anni. Com’è possibile? Perché? Purtroppo le ragioni sono molte: sociali, economiche, culturali, e sicuramente questo articolo non ha la presunzione di spiegarle.

Preoccupa soprattutto il fatto che queste sostanze dovrebbero essere assunte tassativamente dietro prescrizione e controllo del medico. E invece in molti casi non è così. Spesso queste sostanze vendono vendute illegalmente sul web, nelle discoteche, nei concerti. Come arginare il fenomeno? Non lo so, ma in qualche modo qualcuno lo deve arginare.

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