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31 maggio 2012

Illegalità e illegittimità: un vuoto dello Stato?

La tendenza più che recente della nostra madre Italia si attesta tra copiose notizie di episodi di manifesta illegalità ed il loro consequenziale alter ego che mostra una profonda crisi di legittimità.

Senza entrare nel merito soddisfatto ogni giorno dall’ attualità, sottolineare la tendenza all’ illegale e all’ illegittimo con una certa astrazione puo’ rendere ancor più vividamente la gravità della cosa.

In effetti, mentre il contesto sia politico, sia sociale che economico si situa in un buco nero svuotato della necessaria legittimità a più livelli , piccole, grandi verifiche da parte dei guardiani della società che vestono le forme di poliziotti, finanzieri, banchieri, burocrati, disvelano parallelamente il grado di illegalità che vi si accompagna, donando un antisfarzo allo scenario attuale della penisola.

La situazione di illegalità e quella di illegittimità sono strettamente legate. Episodi di delinquenza sono storicamente legati anche all’ assenza di un riconoscimento dell’ autorità che elargisce punizioni e favori. Negli ultimi tempi i media filtrano situazioni di corruzione, elusione, mitigate – si fa per dire- dai sondaggi che certificano l’ impopolarità e la miscredenza diffusa. La mancanza di legalità e persino quasi il fascino che essa sembra rivestire sono accompagnate dall’ assenza di legittimazione del singolo e dei gruppi rispetto a qualsivoglia formazione.

Lo spazio lasciato ai liberi battitori mostra una lacuna decisionale ed autoritativa imperdonabile. La sociologia weberiana ci insegna che la legalità equivale al rispetto delle leggi, quindi delle regole, mentre la legittimazione è un principio che si riferisce in modo ancor più diretto all’ autorità. Le ragioni ultime in base alle quali un’ autorità viene giustificata dai singoli sono legate al rapporto di intelligenza che si instaura tra sottoposti e vertici della società.

Se l’ assenza di legalità significa anomia quindi mancanza di leggi necessarie a perpetrare il rispetto di cio’ che è riconosciuto come bene comune, la legittimità ed in particolare l’ assenza di essa è un fenomeno ancor più grave perché legato ad un aspetto psicologico e sociale assai profondo.  Il carattere dello Stato dovrebbe impersonificare un dominio tradizionale che si nutre di legalità come rispetto delle leggi e di legittimità come riconoscimento di sé e proiezione di cio’ sui singoli.  Che sia sparito lo Stato?

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