• Google+
  • Commenta
20 Maggio 2012

La lunga strada del talento

La cultura massificata, subdola, “smarmellata”, continua imperterrita ad influenzare e ad imporre come unico e possibile punto di vista la banalità di espressione e la minimizzazione del pensiero critico. La “pagliacciata del progresso“, “la modernizzazione senza sviluppo“, il “procedere verso nessuna meta“; definizioni intellettuali che sembrano giustificare e non spiegare l’influenzabilità inconsapevole delle masse.

Nonostante il postmodernismo, l’informazione on demand, i tablet e le mille possibilità per accedere alla rete ed ottenere informazioni, sembra che ancora i canali televisivi, seguitissimi, detengano il potere di influenzabilità indiretta. Per cui, da paradigma, si evince che la cultura dominante imponga le sue dinamiche, i suoi prodotti, le sue pubblicità.

L’unica forma di difesa per chi cerca di esprimere il proprio pensiero, la propria personalità e professionalità, non può che essere, appunto, internet e l’universo delle sue applicazioni a difesa e a promozione di una qualità che sembra bandita dai canali classici di comunicazione.

E dunque, bandite raccomandazioni e genialità rare ergo improbabili, non resta che affidarsi al talento e al duro lavoro di chi si batte quotidianamente per affermarsi (non intendo solo nell’eccezione economica del termine) nel proprio campo artistico/lavorativo.

Le storie che voglio raccontare sono due, a titolo d’esempio, per spiegare che al talento non basta solo l’abnegazione e l’applicazione, ma è necessaria una buona dose di inventiva, indolenza e voglia di fare.

La prima riguarda un progetto in continua evoluzione chiamato Room 117. I ragazzi che lo hanno pensato e che lo animano (Antonella Sabatino e Marco Piunti) lo definiscono “una nuova autoproduzione indipendente per audiovisivi del terzo tipo.” Si tratta di produzioni di qualità che dal basso si fanno strada nell’universo della rappresentazione visiva di singoli musicali, di promozione legata al teatro, a spettacoli itineranti e multimediali. La scelta è quella consapevole del video come strumento di visibilità e di impatto per il fruitore. La loro storia è una storia comune, entrambi laureati alla Sapienza di Roma (laurea specialistica in SAPERI E TECNICHE DELLO SPETTACOLO TEATRALE, CINEMATOGRAFICO, DIGITALE) scelgono di non sottostare alle leggi chiuse ed ottuse del mercato e si propongono con il loro sapere e la loro voglia di fare per un prodotto di qualità che non rinnega il comune percorso accademico. Scelta coraggiosa, laddove la rinuncia dolorosa alle proprie attitudini è sempre più comune in tempi di disoccupazione e recessione. Loro si dicono ostinati e continuano, in un crescendo costante atto ad aumentare il loto target e la loro diffusione nell’ambiente dei video e delle produzioni musicali, nel proporci le loro idde e le loro immagini.

La seconda storia, che cito per la sua straordinaria normalità, è legata al nome e alla passione di Nicola Ragone, regista, laureato in Lettere alla Sapienza di Roma (indirizzo: Letteratura-musica-spettacolo) che grazie al suo talento, ai suoi modi gentili, alla sua poetica evidente e fuori dal comune, poetica di modi, di gesti, di intenzioni, ha iniziato a produrre cortometraggi di valore e di indubbia professionalità. Il suo nome è legato alla casa di produzioni indipendente FULLFRAMEVIDEO (di cui è co-fondatore) che cerca, partendo da validi progetti e pochi lavori per lo più autofinanziati, di esporre opere di estrema qualità estetico-fotografica che fin da subito, per un occhio attento, sembrano sorprendere e affascinare. La sua ultima opera “OLTRELUOMO” è, nel momento in cui scrivo, visionata al Festival di Cannes poiché appartenente alla sezione Short Film Corner. Il cortometraggio è la sintesi di una storia minimale e profondissima legata ad una tragedia realmente accaduta, quella avvenuta a Gessolungo, Caltanissetta, dove nel 1881 una maniera di zolfo crolla, causando 65 vittime. Qui si instaura il dialogo tra un minatore ed un giovane caruso che è l’auspicio per una toccante riflessione sulla loro condizione sociale e sulla vana speranza che si relega al loro ultimo respiro. Produzione indipendente e allo stesso tempo dai grandi nomi, OLTRELUOMO è la conferma che la qualità, se realmente tale, premia comunque, al di là di raccomandazioni, marchette e raggiri vari.

Il talento, se c’è, non va mai dimenticato.

http://www.facebook.com/room117project
http://www.fullframevideo.com/

Google+
© Riproduzione Riservata