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11 Maggio 2012

La Naturalis Historia di Plinio nei secoli: convegno all’UniBari

La Naturalis Historia di Plinio nei secoli
La Naturalis Historia di Plinio nei secoli

La Naturalis Historia di Plinio nei secoli

Si celebra l’11 maggio 2012 la seconda e ultima giornata del convegno La Naturalis Historia di Plinio nella tradizione medievale e umanistica, presso l’Aula Magna di Palazzo Ateneo, dalle ore 9.00, a cura del Centro Interdipartimentale di Studi sulla Tradizione dell’Università di Bari.

Per l’uomo medievale e rinascimentale, l’opera compilata da Gaio Plinio Secondo, noto come Plinio il Vecchio, morto a Stabia durante l’eruzione del Vesuvio che distrusse anche Pompei ed Ercolano nel 79 d. C., era una delle più vaste, documentate e autorevoli fontes del sapere scientifico.

Attraverso i trentasette libri che compongono la Naturalis Historia, Plinio spazia dall’astronomia alla meteorologia, dalla geografia europea a quella africana e asiatica, dalla zoologia alla botanica. E ancora dalla medicina alla farmacologia, dalla magia alla mineralogia, includendo in quest’ultima parte anche un lunghissimo excursus sulla storia dell’arte nell’antichità. Una deviazione tematica alla quale dobbiamo tante e preziose informazioni sulla pittura, sulla scultura, sull’arte musiva e sull’architettura.

I relatori partecipanti al convegno barese evidenziano quanto questa varietà e ricchezza nell’opera di Plinio abbiano influenzato la letteratura e la trattatistica successive, non solo pagane, ma anche cristiane. E nella prima giornata (10 maggio) sono stati al centro dell’attenzione la circolazione della Naturalis Historia a Bisanzio (Paolo Mastandrea, Università Ca’ Foscari Venezia), l’influsso della zoologia pliniana nella produzione dei bestiari medievali (Francesco Stella, Università di Siena), i legami intertestuali della Naturalis Historia con il De natura rerum di Beda il Venerabile (Elisa Tinelli, Università di Bari), e con Il Vocabulario volgare et latino di Luca Antonio Bevilacqua (Davide Canfora, Università di Bari).

Ampio spazio hanno inoltre ricevuto il riconoscimento dell’auctoritas di Plinio nelle enciclopedie e nei trattati naturalistici dopo il XII secolo (Maria I. Campanale , Università di Bari), l’importanza della scienza pliniana e il suo rapporto con la fede nella Expositio super Iob ad litteram, 40-41, di San Tommaso D’Aquino (Laura Carnevale, Università di Bari), gli influssi pliniani nella I Centuria dei Miscellanea di Poliziano (Paolo Viti, Università del Salento), nella Hypnerotomachia Poliphili di Francesco Colonna (Isabella Nuovo, Università di Bari) e, infine, nella scrittura corografica umanistica e rinascimentale (Domenico Defilippis, Università di Foggia).

L’11 maggio, sempre dalle ore 9.00 per la sessione mattutina, il convegno si focalizzerà sui rapporti con la scienza pliniana del trattato De Asse composto da Guillaume Baudé (Luigi Alberto Sanchi, Centre National de la Recherche Scientifique, Paris), e dei Geniales di Alessandro d’Alessandro (Mauro De Nichilo, Università di Bari). Rilievo avrà pure la circolazione della Naturalis Historia nell’ambiente dell’umanesimo napoletano (Claudia Corfiati, Università di Bari), e il nesso del trattato pliniano con la scuola di Lucio Giovanni Scoppa (Sebastiano Valerio, Università di Foggia).

Nella sessione pomeridiana, che inizierà alle ore 15.00, si parlerà del rapporto di Plinio con il De situ Japigae di Antonio De Ferraris (Michele Mongelli, Università di Bari), e con la cultura rinascimentale (Francesco Tateo, Università di Bari Aldo Moro). Un contributo sarà dedicato al rapporto che collega Plinio a Italo Calvino nel segno dell’unione di letteratura e scienza (Domenico Ribatti, Università di Bari) e uno, infine, all’iconografia di Plinio il Vecchio nella trattativa scientifico-tecnica (Pietro Sisto, Università di Bari).

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