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4 maggio 2012

La propria arte all’estero: arrivano i finanziamenti “Movin’up”

Coltivate una vena artistica ma snobbate l’idea di sfondare per mezzo di un talent show? Volete fare della vostra arte la professione di una vita? Allora “Movin’up” rappresenta per voi un’imperdibile occasione.

Alla sua 14esima edizione, l’iniziativa del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, del GAIAssociazione per il Circuito dei Giovani Artisti Italiani – e, da quest’anno, della Direzione Generale per lo Spettacolo dal Vivo del Mibac, continua a dare ai talenti emergenti italiani una grande possibilità: ottenere fondi per esportare ed esperire le proprie capacità al di là dei confini nazionali.

Arti visive, architettura, design, grafica, musica, cinema, video, teatro, danza, performance, letteratura. Queste le discipline contemplate da un bando rivolto ad una fascia d’età piuttosto ampia, che va dai 18 ai 35 anni. L’altro requisito richiesto, oltre a quello anagrafico, è la cittadinanza italiana o la residenza nel Bel Paese da almeno un anno.

L’obiettivo concreto è quello di fornire una copertura parziale delle spese di viaggio, soggiorno, produzione a tutti coloro che siano stati ammessi o invitati all’estero per ragioni di formazione, produzione o promozione della propria arte.

L’elemento che contraddistingue tale iniziativa è la richiesta esplicita di una condizione, ovvero che i partecipanti siano mossi da obiettivi professionali. Anche in tempi di crisi come questo, in cui tutto spinge a perdere le speranze e a cercare lavoro in quei pochi settori ancora “certi” – sembra volerci dire l’iniziativa – non si deve soffocare il proprio talento, ma bisogna, invece, scommetterci su per trasformarlo in vera e propria professione.

La novità rispetto alle altre edizioni è data dalla modalità di presentazione della domanda, che potrà essere inviata solo online tramite il sito www.giovaniartisti.it, entro le ore 12 del prossimo 1o giugno.

Le domande saranno sottoposte al giudizio di una commissione di esperti che considereranno, tra l’altro, “il livello
qualitativo dei progetti anche in riferimento al loro carattere innovativo” (cfr. BANDO).

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