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9 maggio 2012

Le tasse più pazze d’America

Strane, improbabili e, a tratti, surreali. La rivista di maggior autorevolezza degli USA il “Time” rivela alcune delle più bizzarre tasse imposte dal governo Bush e da quello del suo successore Obama. Dalla tassa sui mirtilli a quella sui tatuaggi, ogni cittadino americano, a seconda dello stato in cui vive, paga un quanto meno originale dazio per la crisi economica. Questi sono alcuni esempi:

Tassa sui tatuaggi – In Arkansas dal 2005 il detto “chi bello vuole apparire deve soffrire” riguarda anche l’aspetto economico poiché sui tatoo e sui piercing c’è un’imposta del 6% che ne fa aumentare notevolmente il prezzo finale.

Tassa sugli animali domestici – In North Carolina, i residenti che acquistano un gatto o un cane devono pagare, dal momento che lo Stato considera gli animali una proprietà personale come un televisore o uno stereo, 75$ se intatti, 10$ se castrati o sterilizzati. Peccato che le tv non possano essere sterilizzate per avere un bello sconto!

Tassa sui bagels – I panini con il buco, i bagels, a New York, invece, sono tassati di 0,08$ se e solo se, tagliati a fette o ripieni.

Tassa sui mirtilli – In Maine il monopolio del frutto viola produce grandissimi incassi. Dalla pianta al cliente, tutti coloro che lavorano, trasportano o vendono mirtilli, devono pagare un centesimo e mezzo per libbra.

Le tasse, a detta di Barbara Weltman, autrice di “Grandi idee per piccole imprese”, sono “strani e creativi modi per incrementare le entrate in modo coerente con la loro popolazione e i prodotti”. Un sospetto che le è venuto con la tassa sulle frecce e gli archi giocattolo imposta dopo l’uscita del film fantasy “The Hunger Games”. Verità o semplice coincidenza, è sempre valido il vecchio proverbio americano che consiglia di fare molta attenzione a cosa si desidera perché lo si potrebbe ottenere un giorno… tassato!

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