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27 Maggio 2012

Leone d’oro a Luca Ronconi

Nell’ambito del Laboratorio Internazionale delle Arti – che si terrà dal 4 al 12 agosto – il Consiglio di Amministrazione del festival della Biennale di Venezia conferirà il Leone d’Oro al celebre regista teatrale Luca Ronconi – riconoscimento in passato ricevuto da Ferruccio Soleri (2006), Ariane Mnouschkine (2007), Roger Assaf (2008), Irene Papas (2009), Thomas Ostermeier (2011).

Dopo la recente laurea honoris causa in Teatro e arti visive concessa dalla facoltà di Design e arti dello IUAV di Venezia (gennaio 2012) – per non parlare di altre tre lauree ad honorem ottenute dalle università di Bologna (1999), Perugia (2003) e Urbino (2006) – ecco un altro meritatissimo riconoscimento per uno dei più grandi registi del nostro teatro contemporaneo. Una carriera, quella di Ronconi, costellata di successi e di lavoro, svolto non solo nella regia del teatro di prosa, ma anche lirico; un lavoro iniziato grazie a una formazione consona, tradizionale (all’Accademia Nazionale di Arte Drammatica “Silvio d’Amico”), come attore per alcuni tra i più grandi maestri nel teatro di regia italiano – Luigi Squarzina, Giorgio de Lullo, Orazio Costa. E che hai poi preso una sua singolare piega, durante gli anni Settanta e Ottanta, a tratti trasgressiva e avanguardista, per poi paradossalmente esser definito da qualche critico nei decenni a venire «beniamino dei passatisti», comunque apprezzato per il suo raffinato senso scenico. (Fonte: archiviostorico.corriere.it).

Di seguito riportiamo la motivazione di Alex Rigola, Presidente del Consiglio di Amministrazione della Biennale per la sezione teatrale:

 “Riconosciuto in tutto il mondo come uno dei massimi rappresentanti del teatro di regia, che ha attraversato dagli anni ‘60 con passione sperimentale misurandosi con spazi e tempi inconsueti, Luca Ronconi è stato autore di grandi narrazioni teatrali, dall’Orlando Furioso a Gli ultimi giorni dell’umanità e Infinities, da Gadda a Dostoevskij e Nabokov, ma ha anche saputo generosamente e costantemente guardare alla trasmissione dei saperi tra generazioni, facendosi guida per tanti giovani allievi. Il rinnovamento del linguaggio scenico operato da Ronconi ha lasciato un’impronta anche nel campo della lirica, dove il regista ha affrontato i grandi autori classici – Mozart, Verdi, Rossini – insieme a compositori meno frequentati del periodo barocco e ai contemporanei”. (Fonte: milanoartexpo.com).

 

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