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4 Maggio 2012

Omicidi astrali: il buco nero che inghiottì la gigante rossa

Un team di astronomi della Johns Hopkins University di Baltimora, ha osservato  gli ultimi “istanti” di vita di una stella, assorbita da un buco nero situato al centro di un’altra galassia. Si tratta di un fenomeno molto raro che nel linguaggio tecnico viene indicato come “evento di distruzione mareale”.

Una stella fagocitata da un buco nero supermassiccio è un evento molto raro, terribile e spettacolare assieme. Il fenomeno è stato osservato dall’astronomo Suvi Gezari e dal suo gruppo di ricerca della Johns Hopkins University di Baltimora, negli Stati Uniti.

Grazie ai dati raccolti da Pan-STARRS1, un telescopio posizionato sulla sommità del vulcano Haleakala nelle Hawaii, e dal Galaxy Evolution Explorer, osservatorio della NASA, il team di Gezari è stato in grado di descrivere l’evento nel dettaglio, di studiarne la dinamica ricavando le caratteristiche sia dell’astro che del buco nero.

La vittima, è una stella ricca di elio, più precisamente una gigante rossa, situata in una galassia lontana 2,7 miliardi di anni luce, mentre il carnefice, ha una massa che è milioni di volte quella del Sole.

Lo studio è apparso ieri nell’edizione online di Nature. “Quando la stella è fatta a pezzi dalle forze gravitazionali del buco nero, una parte dei resti della stella cade in esso, mentre il resto viene espulso ad alta velocità”, spiega Gezari. “Stiamo vedendo il bagliore proveniente dal gas stellare a mano a mano che precipita nel buco nero. Quello che vediamo è anche la firma spettrale del gas espulso, e si tratta per lo più di elio. E’ come se stessimo raccogliendo le prove da una scena del crimine”, afferma ancora Gezari.

Gli astronomi pensano che in passato la stella percorresse un’orbita fortemente ellittica attorno al buco nero, simile all’orbita allungata di una cometa intorno al sole. In uno dei suoi incontri ravvicinati, la stella è stata spogliata del suo strato di atmosfera più esterno dalla potente forza di gravità del buco nero, continuando poi il suo viaggio intorno al centro, fino a quando, dopo essersi avvicinata ancora di più ad esso, è andata incontro alla sua fine definitiva.

Nel video si può apprezzare una simulazione dell’evento. Le aree in bianco sono le regioni a più alta densità, mentre le regioni a bassa densità virano progressivamente verso il rosso. I punti blu individuano la posizione del buco nero. Il tempo trascorso corrisponde alla quantità di tempo necessaria al buco nero per fare a pezzi una stella simile al Sole.

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