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25 Maggio 2012

Poker! Brueghel alla Pinacoteca Ambrosiana

 Finalmente sono tornati! All’inizio erano tutti a Milano, sotto l’egida del cardinale Borromeo, quello di Manzoni, quello che ha dato il nome alle splendide isolette che puntellano il Lago Maggiore. Poi arrivò la rivoluzione francese, di essa noi abbiamo “ospitato” il suo messaggero itinerante e guerreggiante per tutta Europa: Napoleone Bonaparte. In cambio della nostra generosa ospitalità il generale francese, dopo aver ceduto il Veneto all’Austria manco fosse una sua vigna privata, portò con sè quante più opere d’arte poteva: il museo del Louvre ancora trabocca di capolavori italiani.

Poi il congresso di Vienna, 1815, la restaurazione, Canova che interviene contro la francia sconfitta e si fa restituire almeno due degli elementi sottratti. E non stiamo parlando di elementi qualunque, stiamo parlando di Acqua e Fuoco, due dei quattro quadri che dipinse il fiammingo Brueghel per ordine del cardinale mecenate durante la sua permanenza a Milano: Terra e Aria non ci fu verso di farli tornare al loro posto. I quattro elementi finalmente si sono riuniti: dal 29 aprile fino al primo di luglio sono nella Pinacoteca Ambrosiana, piazza S. Pio XI a Milano, tornati nella loro città natale.

Acqua, aria, terra e fuoco, geniali rappresentazioni grafiche dei quattro elementi fondamentali per molte filosofie antiche. Per i primi filosofi questi elementi erano l’origine delle cose, il loro mescolarsi dava vita al tutto, alcuni vennero ritenuti così importanti all’inizio del pensiero speculativo umano da essere interpretati come l’Archè, il principio primo, ciò che dà il via a tutto ciò che esiste e ne è condizione unica e necessaria.

Diventano i fondamenti della fisica aristotelica: le cose di questo mondo non hanno un loro peso specifico ma partecipano di un elemento e come tale ad esso tendono. Eraclito fa del fuoco ciò attorno a cui le cose girano, perno centrale del divenire, re del mondo di guenoniana memoria. Empedocle non ne esclude nessuno, li prende tutti e quattro considerando nessuno di loro come dispensabile per spiegare l’avvicendarsi delle cose di questo mondo.

Nel rinascimento con l’alchimia questi quattro elementi ritorneranno ad avere la loro importanza affiancati dal concetto di quint’essenza, ciò che domina in un ente caratterizzandolo, ma non potendo mai prescindere dai quattro fondamenti della vita.

E’ così che Brueghel il fiammingo dipinge questa storia del pensiero, con l’animo del filosofo, un pò alchimista un pò pensatore, regalandoci un’emozione visiva che prende la mente portandola per un attimo al di la dell’ultimo segreto delle cose. Separarli non è stato e non sarà solo questione di proprietà o bottino di guerra, è spezzare un percorso di civiltà.

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