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18 Maggio 2012

Rinasce il capolavoro di Tiziano e spunta un autoritratto

Il Martirio di San Lorenzo è considerato tra i capolavori del maestro Tiziano: una pala di cinque metri di altezza, dipinta tra il 1546 e il 1558. L’enorme opera è rinata grazie ad un imponente lavoro di restauro, che l’ha salvata da una fine misera, dal momento che la pala stessa aveva letteralmente subito un restauro già tra il 1797 e il 1815 da parte dei francesi (quando Napoleone portò via dal nostro paese molte opere).

Il restauro francese cambiò la fisionomia e la qualità pittorica; l’ultimo restauro, invece, diretto da Claudia Cremonini della Soprintendenza di Venezia, curato dal laboratorio di Nicola Restauri di Aramengo, ha riportato alla luce l’originale capolavoro.

La scena rappresentata è molto teatrale ed efficace. La notte del 10 agosto 258, il fuoco avvampa sotto il santo, circondato dai carnefici; sullo sfondo si intravedono un tempio in stile corinzio e l’immagine di una divinità pagana. La luce si diffonde solamente tramite le torce, dando così un senso opprimente di tragedia e oscurità.

Oltre ad aver riportato all’originale bellezza l’opera, il restauro ha portato alla luce anche un particolare: una figura laterale di un uomo con il turbante. Potrebbe trattarsi di un autoritratto dello stesso Tiziano, ma non come autocelebrazione, quanto, piuttosto, un omaggio a una donna, ovvero Elisabetta Querini, moglie del personaggio che commissionò la pala al Maestro, Lorenzo Massolo.

Così Tiziano rimase ammaliato dalla donna e, probabilmente, i due si incontrarono più volte per parlare dell’opera, immaginando e discutendo la scena da rappresentare.

La pala è oggi in esposizione al Palazzo d’Alba, nel cuore della città piemontese; finita questa esposizione, tornerà nella sua sede: la chiesa dei Gesuiti a Venezia.

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