• Google+
  • Commenta
19 maggio 2012

Sacrestia, No Fun? Dipende dalla parrocchia!

No Fun! Non sembrerebbe un invito, ma il nome non è per nulla veritiero. Al No Fun ci si va ad ascoltare la musica che non passa per radio, che non ha un suo posto nel panorama pop italiano, si vanno ad ascoltare band che senza pretese propongono la loro musica in una saletta che di sacro ha solo il nome, dissacrato nella sua stessa insegna.

La Sacrestia, farmacia alcolica, un locale sui navigli, nel pieno centro della movida milanese, dove tra happy hour di tristi chiacchiere si cerca di dare un posto a chi della musica ha fatto davvero solo una passione, non fosse altro che ci recupera una birra e un piatto di pasta. Ogni venerdì e sabato sul palco della Sacrestia si alternano dunque gruppi di giovani musicisti milanesi, ma non solo.

Venerdì 18 protagonisti della serata quattro band, i Cold Berlin, direttamente dall’Inghilterra, i Tears of joy, i Nomoredolls, e i Ku. Ad aprire la serata sono i Ku, band che di milanese ha solo il domicilio dei quattro componenti, tutti dannatamente terroni, che propongono una musica indecifrabile nei generi.

Provate a domandargli che genere fanno, la risposta che avrete è un ironico “post rock, post punk, post everything” dove quel “post everything” non significa per niente un atto di presunzione come a dire che dopo di noi il nulla, sta più per una traduzione letterale e scherzosa di un italianissimo “beh, dopo tutto…”.

Iniziano con Tolkin Herbs un pezzo serrato nei ritmi, squadrato nell’ipostazione, che nel finale si apre con note distorte e tenute fino allo sfinimento del feed back, per poi esplodere in botte d’energia con canzoni come Blue sky, tanto ritmo e e armonia, per continuare con un pezzo che fa saltare il pubblico per potenza e furore: La cosa. La band prosegue la sua performance cambiando l’accordatura dei suoi strumenti proponendo due pezzi che in comune hanno ciò che c’è tra un gatto e una lavatrice, Senza titolo, pezzo aggressivo, cattivo, con un finale che sembra un estratto da un disco doom, e Le chuck, pezzo lento arpeggiato, quasi ubriaco nel suo dondolare tra le note e le variazioni di suono che propone.

Gli altri pezzi, Tod’s rance, Sails wave, sono autentiche scariche elettriche che arrivano nelle orecchie del fedelissimo pubblico che sempre segue la band in ogni sua esibizione, per poi avere un attimo di apparente calma con il riflessivo Tomorrow’s youth. Il pubblico infine va in delirio quando i Ku li accontentano suonando la loro canzone di maggiore appeal Paolo Sarpi, un funky rock che fa ballare le prime file.

Si difendono bene anche i Cold Berlin, con la loro ventata di sound british che per una buona mezz’ora fa sentire tutti dall’altro lato della Manica. Tears of joy e Nomoredolls completano una serata che vede mesolarsi in una soluzione musicale gustosa e a tratti imperdibile rock duro e melodie. No Fun non è finito, si replica ogni venerdì e sabato, sempre alla Sacrestia, sempre da non perdere

 

Google+
© Riproduzione Riservata