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12 Maggio 2012

Svezia: qualità dell’istruzione inferiore agli standard europei

La scorsa settimana, l’Agenzia nazionale svedese per l’Istruzione superiore (HSV) ha pubblicato un rapporto annuale sulla qualità degli studi in Svezia: circa il 20% dei programmi di istruzione superiore è stato definito “insoddisfacente” e le istituzioni accademiche che offrono questi programmi sono ora costrette a migliorare le loro prestazioni entro un anno.

Lo studio, inoltre, ha rivelato che nel 2011 la Svezia non è riuscita a raggiungere gli standard minimi di qualità stabiliti dall’Associazione Europea per la Valutazione della Qualità dell’Istruzione Superiore (ENQA), autorità che vede proprio il Paese nordico tra i suoi fondatori. In particolare, il governo svedese non sarebbe riuscito ad implementare le raccomandazioni fornite dall’ENQA in termini di qualità della didattica, preparazione degli studenti e finanziamento delle università pubbliche.

Il ministro dell’Istruzione Jan Björklund ha dichiarato che lo studio dell’HSV ha fornito un quadro accurato della situazione: su 189 programmi di studio esaminati, solo 29 sono stati definiti “eccellenti” mentre 41 non hanno superato la valutazione. “Le università migliori riceveranno maggiori risorse economiche – ha affermato Björklunde gli atenei che non hanno ottenuto buoni risultati avranno un anno di tempo per migliorare: l’istruzione dei nostri studenti è fondamentale”.

I risultati dello studio hanno provocato una dura reazione da parte delle università: secondo Pam Fredman, presidente della Conferenza dei Rettori svedesi, le conclusioni dell’HSV dovrebbero essere riviste poiché parziali e fortemente condizionate dallo stesso governo svedese, intenzionato a ridurre il finanziamento degli atenei. “Il sistema di valutazione dell’Agenzia svedese – ha denunciato Fredmandovrebbe esaminare i programmi delle università, i lavori finali degli studenti e le loro esperienze di studio; in realtà le analisi vengono realizzate in base agli obiettivi e alle misure decisi dal governo”.

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