• Google+
  • Commenta
17 Maggio 2012

Toru Haschimoto: lotta al tatuaggio

Tra le varie forme di espressione, il tatuaggio pare essere la più quotata. La corsa al tatuaggio permanente, specie negli ultimi anni, attira non solo i più giovani ma comprende una consistente parte della popolazione mondiale compresa tra i 35 e i 45 anni.

Il tatuaggio, nonostante l’enorme successo degli ultimi tempi, vanta delle radici antichissime e spesso, in particolare nelle culture arcaiche, costituiva il rito di passaggio dall’età infantile a quella adulta. A testimonianza dell’antichità della pratica, basta pensare a Oetzi, la mummia scoperta nel 1992 sul cui corpo sono stati evidenziati dei “disegni ornamentali”.

Oggi, la pratica del tatuaggio se da una parte raccoglie numerosi proseliti, dall’altra solleva consistenti  dibattiti circa la moralità dello stesso. Una cultura ipocrita e bigotta (come spesso si rivela quella in cui viviamo e operiamo) che fa del corpo una vergogna da non mostrare, porta la creatività di un tatuaggio (in quanto è bene ricordare che si tratta comunque di una forma d’arte) ai più bassi ed infimi livelli di apprezzamento.

Questa volta il polverone giunge da Tokyo, precisamente dal sindaco di Osaka (non che il nostro paese sia innocente nel giudicare chi porta un tatuaggio). Toru Haschimoto, in questi giorni, sta muovendo guerra ai sui 110 dipendenti rei di possedere sulla propria pelle dei “segni”. Per il sindaco avere un tatuaggio equivale a indisciplina ed è per questo motivo che ha freddamente dichiarato: “chi vuole tenerli vada a lavorare per le imprese private”.

La libertà di fare del proprio corpo ciò che si desidera è indiscutibile diritto di ognuno, anche se è buon uso mantenere sempre una sorta di decoro in particolare in ambienti lavorativi onde evitare uno spiacevole licenziamento. Il gusto personale di ognuno d’altro canto, può evidenziare il possesso di un tatuaggio come se fosse un abominio e quindi è d’obbligo rispettare l’opinabile cliché di chi è “buono e onesto perché non ha tatuaggi”.

Se per il sindaco di Osaka possedere un tatuaggio è segno di “indisciplina”, chi commette un qualsiasi tipo di reato come lo definirebbe?

Google+
© Riproduzione Riservata