A lezione di giornalismo di guerra

Redazione Controcampus 17 Giugno 2012

Il giornalismo di guerra, sicuramente uno dei generi giornalistici più interessanti, non poteva mancare all’appuntamento de “La Repubblica delle idee”.

Il giornalismo di guerra, sicuramente uno dei generi giornalistici più interessanti, non poteva mancare all’appuntamento de “La Repubblica delle idee”. Il terzo giorno d’incontri, infatti, si è aperto alle 11 a Palazzo Re Enzo con un incontro targato Daniele Mastrogiacomo, corrispondente di guerra per La Repubblica, e Stefania Di Lellis, caporedattore degli esteri per La Repubblica.

Essendo “Scrivere il futuro” la frase principe di questa quattro giorni, inevitabilmente il discorso è caduto sui cambiamenti che il giornalismo sta vivendo e che coinvolgono anche il giornalismo di guerra. “Ciò che non è mai cambiato è il modo di raccontare la guerra così come la sua spettacolarizzazione”, ha spiegato la Di Lellis. L’interesse che continua a girare intorno al giornalismo di guerra è lo stesso da sempre “Capire cosa sta succedendo e cosa il governo fa a nostro nome”, nelle zone colpite dalla guerra.

Inoltre, per quanto le tecnologie, già dalla creazione del telegrafo, hanno cambiato il modo di trasmettere le notizie, sempre più veloci e numerose, il lavoro del giornalista di guerra è rimasto invariato negli anni. Mastrogiacomo ha sottolineato come una notizia vada: “Seguita nel contesto, misurandosi con quello che avviene sul territorio”. Le stesse fonti, sempre più  numerose, spesso sono manipolate generando una forte disinformazione, è per questo che sempre più spesso: “L’informazione di guerra è soggetta ad una guerra dell’informazione”, ha aggiunto la Di Lellis.

Le stesse fonti militare, sempre più spesso addomesticate, vanno verificate sul posto (concetto che ritorna spesso durante l’incontro). Lo stesso Mastrogiacomo ha ricostruito un episodio capitatogli in Iraq, quando andò alla ricerca degli ufficiali dell’esercito di Saddam Hussein fuggiti alla guerra: “In Iraq, per capire come mai il forte esercito di Saddam si fosse arreso così facilmente, andai alla ricerca degli ufficiali tornati ai loro villaggi. Mi dissero che defezionarono perché Saddam li aveva abbandonati e che avevano avuto notizia che al nuovo governo non avrebbe preso parte nessuno che era in combutta con il vecchio regime”. Gli ufficiali – ha continuato Mastrogiacomo – non riuscivano a credere a questa notizia tanto che dichiararono di attendere sei mesi per trovare un accordo con i soldati degli Stati Uniti o sarebbe iniziato la resistenza, come poi effettivamente accadde.

L’aumento del rischio di attentati e rapimenti, però, ha creato un serio danno per l’informazione di guerra. La Di Lellis e Mastrogiacomo, infatti, hanno concordato nell’affermare che eventuali amicizie con i governi in guerra o essere scortati dai militari porta il giornalista a non poter indagare ed essere costretto ad attenersi ai regolamenti. In questi casi è fondamentale, hanno sottolineato, filtrare le notizie, e cercare in tutti i modi di comprendere la reale situazione, sfruttando tutta la propria esperienza.

È fondamentale, quindi, che l’inviato di guerra parta preparato per affrontare la situazione che troverà al suo arrivo sul luogo. Mastrogiacomo ha, quindi, elencato una serie di cose di cui un giornalista ha bisogno: “L’equipaggio è essenzialmente psicologico, bisogna studiare, leggere e capire come vestirsi e comportarsi. Bisogna dotarsi di un’attrezzatura adeguata, in quanto si rischia di non portare a termine il proprio lavoro se non si hanno cellulari o portatili funzionanti. Trovare un contatto che conosca il luogo, per concordare interviste, prenotare alberghi, ristoranti. Per lo più sono giornalisti locali, con cui creare un forte rapporto confidenziale. Importante è anche avere un autista che sappia guidare per le strade strette dei paesi e a “prevedere” eventuali pericoli. Inoltre, non può mancare un’adeguata preparazione fisica”.

Il discorso si è poi spostato sull’emotività che colpisce il giornalista di guerra e che ha visto Mastrogiacomo e la Di Lellis portare avanti un importante scambio di opinioni. Per il giornalista, i caporedattori cercano sempre di indirizzare la notizia verso la realtà che loro hanno ipotizzato, correggendo l’inviato. La Di Lellis ha giustificato il tutto affermando che, nel caso di una notizia non verificata di persona, è sempre il caso di evitare la pubblicazione di notizie sull’onda di, un’ipotetica, emotività, raffreddando i fatti riportati dall’inviato.

Una parentesi è stata poi dedicata alle donne inviate di guerra, considerate più capaci dei colleghi maschi nel raccontare storie e drammi, dimostrandosi estremamente coraggiose in quanto, afferma la Di Lellis: “In guerra le donne si sentono come un terzo sesso: né uomo, né come le donne del luogo”.

A conclusione dell’incontro si è ritornati a discutere del futuro del giornalismo di guerra tirando in ballo i social network, croce e delizia nell’era del giornalismo 24 ore su 24. È innegabile, per entrambi i relatori, che facebook, twitter, abbiano cambiato il modo di fare giornalismo, aumentando la difficoltà di verificare le fonti. È, però, vero che i social network siano diventati anche un mezzo di controllo, da parte dei cittadini, del lavoro dei giornalisti: “Una notizia falsa o incorretta può subito essere ripresa dai tanti cittadini/giornalisti tramite un tweet”. Lo stesso Mastrogiacomo ha ricordato che in Libia, durante la guerra civile, twitter sia stato utilizzato per costruire una mappa ufficiosa degli scontri: tramite i tweet delle persone che raccontavano di spari nelle varie città: “L’unica difficoltà – ribadisce – è la verifica della fonte” visto che un tweet può sempre nascondere una bugia.

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto