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22 giugno 2012

Addio, libro di carta?

 Da un’indagine svolta dal BISG (Book Industry Study Group), si stabilisce che le donne statunitensi siano tra le maggiori acquirenti di edizioni librarie cartacee e digitali (e-book). In Italia il primato è ancora tutto maschile e i contratti di compravendita di e-book sono numericamente inferiori rispetto a quelli stipulati con il cartaceo. Questo dato chiarisce diversi aspetti del mercato editoriale e degli orientamenti: negli Usa, infatti, sono le donne fra i 18 e i 44 anni a “sostenere” l’economia che gravita attorno la produzione dei romanzi, specialmente quelli rosa.

Le percentuali delle vendite devono essere messe in relazione all’oggetto editoriale; si considerano compratori “forti” coloro i quali acquistano il libro cartaceo, e la loro percentuale si aggira attorno al 22%, mentre in realtà le statistiche dovrebbero considerare anche i compratori di e-book: in questo caso la percentuale aumenterebbe fino a raggiungere il 35% del totale degli acquirenti.

Nel quadro generale dell’economia, però, la spesa per i libri digitali rappresenta il 48% contro il 50% del cartaceo.

È chiaro che si tratti di dati in continua trasformazione, tuttavia risulta che dal 2010 ad oggi la percentuale degli acquisti editoriali digitali sia aumentata notevolmente, passando dal 3% al 17% nel 2011. Questo fatto la dice lunga sul destino del cartaceo e, fra i lettori, non sempre c’è chi sostiene il digitale – l’abitudine alla lettura sul cartaceo, d’altronde, inutile sottolinearlo, è secolare e al libro di carta va riconosciuta non soltanto una preferenza in termini di comodità di lettura, ma soprattutto un’affezione, un “legame” in quanto oggetto dell’intimità esperito anche attraverso i sensi.

Sicuramente il testo stampato rientra in un immaginario ergologico, umano, la cui fattualità farebbe scartare l’ipotesi di una  scomparsa universale che, da un lato, si vuole fortemente ritenere impossibile, ma i dati parlano con chiarezza e la tecnologia, in questo senso, avanza proposte per strumenti sempre più raffinati, leggeri e tascabili che favorirebbero una conversione, se non totale perlomeno massificata dei media.

 

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