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9 Giugno 2012

Al museo Correr la Venezia di Guardi

Il museo “Correr” di Venezia dal 28 Settembre e fino il 6 Gennaio del 2013 in occasione del terzo centenario della nascita  Francesco Guardi ospiterà in un unica mostra circa 70  opere autografe e più una cinquantina di disegni e bozzetti del grande vedutista veneziano . La Mostra considerata “grande evento dell’anno” sarà godibile attraverso gli allestimenti preparati all’occorrenza per ospitare l’intero ciclo produttivo del grande artista.

L’ampia retrospettiva artistica dedicato ai capolavori di Guardi, celebre pittore che ritrasse una evanescente Venezia velata nei colori attraverso gli scenari del ‘700 è stata promossa dalla “Fondazione dei musei civici di Venezia” grazie al presidente Walter Hartsarich e il direttore scientifico Gabriella Belli e curata da Alberto Craievich e Filippo Pedrocco che hanno contribuito al generoso coinvolgimento di grandi istituzioni museali italiane e di altri paesi.

La mostra che sarà presentata a Settembre presso il museo veneziano “Correr” offrirà ai visitatori diverse sezioni: la prima esporrà le opere del maestro ritraenti scene di vita di chiara ispirazione ad un altro grande artista del ‘700 Pietro Longhi, di particolare rilievo due dipinti di notevole importanza: “Il ridotto” e il “Parlatorio delle monache di San Zaccaria”. Una seconda sessione sarà dedicata alle prime opere vedutiste del maestro ispirate al Canaletto, spente nei colori ma con un chiaro inizio (nelle intenzioni dell’artista) in alcune di esse (forse le ultime prodotte di questo ciclo) nell’esaltare le figure rappresentate attraverso un maggiore cromatismo dei colori, a seguire altre sessioni riguardanti le opere della maturità dell’artista fino alle sue ultime rappresentazioni artistiche .

La ricerca stilistica di Guardi (figlio d’arte) nel tempo (quasi una anticipazione di quello che sarà l’Impressionismo) lo porterà a realizzare opere sempre più velate attraverso penombre sfuocate fortemente volute  nelle sue figure rappresentate, le linee prospettiche perdono l’aggancio con la realtà rappresentata attraverso orizzonti che confondono il cielo e il mare in un unico cromatismo di colori  dando origine alla luce (fonte di unione spirituale). In altre opere nel rappresentare una Venezia irreale attraverso la dissolvenza delle vedute (a differenza del Canaletto che mirava alla loro nitidezza) rappresentate che perdono la loro consistenza, questi aspetti stilistici  li ritroviamo nei capricci, nei paesaggi delle campagne venete, nelle vedute della laguna e dei canali di una Venezia solitaria e pre-romantica.

 

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