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30 giugno 2012

Breve storia delle Olimpiadi

È da poche settimane uscito in libreria un piccolo libricino dedicato a uno degli appuntamenti più amati dagli sportivi di tutto il mondo: le Olimpiadi. Per la Carocci editore il giovane Umberto Tulli, borsista del Comitato Olimpico Internazionale di Losanna, ha ripercorso gli eventi che hanno riportato in auge questa antica tradizione greca che trova in Londra 2012la sua trentesima edizione moderna.

Il libro dal titolo “Breve storia delle Olimpiadi. Lo sport, la politica da de Coubertin a oggi” affronta, però, l’argomento da un punto di vista nuovo: la politica. Come sottolineato già nella breve introduzione, accanto al motto ufficiale dei giochi olimpici, Citius! Altius! Fortiur! (Più veloce! Più alto! Più forte!), ce n’è un altro non ufficiale ma sicuramente più noto: lo sport e la politica devono rimanere separati. Ovviamente più spesso alle parole non seguono altrettanti fatti ed è così che il percorso di crescita e di formazione di questo spettacolo sportivo dimostra come a reggere le fila di tutto siano come sempre interessi politici ed economici.

Secondo Umberto Tulli, al contrario di come molti hanno sempre sostenuto e sostengono, non è la politica ad aver interferito, in alcune specifiche occasioni, con lo spirito olimpico ma è lo stesso comitato ad essere stato attore della vita politica mondiale. La composizione molto strutturata del Comitato Olimpico Internazionale lo rende una delle più grandi organizzazioni internazionali che ha 204 suoi comitati nazionali – le Nazioni Unite hanno solo 193 stati membri – e propri “ambasciatori” nonché programmi di cooperazione internazionale attraverso lo sport.

Quella che sembra una tensione internazionalista si scontra però con una tensione nazionalista: nonostante gli intenti pacificatori tanti sono stati gli scontri tra nazioni che ne sono derivati, per non parlare degli intenti autocelebrativi di chi voleva a tutti i costi la propria edizione a partire sin dalla prima, poi disputata ad Atene nel 1896 perché Parigi voleva ottenere l’olimpiade del nuovo millennio.

Proprio per questi motivi il libro è stato strutturato con una periodizzazione secondo uno schema dettato dalla politica internazionale: il primo capitolo rispecchia la politica di fine Ottocento e le sue contraddizioni, il darwinismo sociale e l’internazionalismo utopistico e pacifista; c’è poi il periodo tra le due guerre con lo sport visto come un’appendice del potere politico; il terzo capitolo è dedicato al dualismo della Guerra fredda per finire con il tema più attuale: la globalizzazione.

Insomma, per chi volesse solamente sapere come si è evoluto lo sport nelle Olimpiadi non si tratta di certo del libro adatto poiché di sport comunemente inteso ce n’è poco, resta comunque un libro interessante che ci da la possibilità di interpretare con occhi nuovi gli eventi di poco più di un secolo e che conferma ancora una volta come nulla nasca mai per caso.

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