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25 giugno 2012

è(c)centrico, voci di ricerca

Prende il via questa settimana è(c)centrico, teatro di innovazione e teatro di diversità, alle officine CAOS.

Il programma, si articola in quattro giornate,(27-28-29-30 giugno) presentando due spettacoli al giorno, ed un grande Cenacolo, come è stato chiamato dagli organizzatori, conclusivo, con lo scopo di permettere un confronto artistico in merito alle performance presentate  in risposta al bisogno spesso avvertito degli artisti di partecipare ad un programma e al contempo essere a conoscenza del lavoro degli altri.

Sarà possibile infatti incontrare gli artisti che hanno dato vita alle performance dei giorni precedenti, in modo da permettere un dialogo critico e costruttivo tra i partecipanti attivi, gli artisti e i passivi, il pubblico.

Gli eventi infatti, come scrive Gabriele Boccaccini, Direzione Artistica del Stalker Teatro-officine CAOS, si pongono come rassegna di arti performative, che accostano lavori di compagnie che operano nel campo del ‘’teatro d’innovazione’’ e nel ‘’teatro della Diversità’’.

Occasioni d’incontro di scambio, di partecipazione e di elaborazione di forme espressive corrispondenti al vissuto reale ed immaginario delle persone coinvolte nella creazione e  nella fruizione(…)L’opera d’arte non come fine, ma come mezzo, come strumento di intervento vitale.

E’ importante creare opere come strumenti, veicoli di relazione interpersonale.

Si preannuncia quindi una rassegna teatrale a metà tra il solo sperimentale ed il solo teatro classico, una rassegna estremamente interessante, proprio per questa sperimentazione continua senza fine precisa se non il contatto col pubblico e la costruzione di un’interazione emozionale con lui, per smuoverlo e spingerlo all’incontro sentimentale con gli attori ed i fatti portati di fronte a lui.

Evento molto interessante prenderà spazio mercoledì 27, le sette voci di Elena,  azione, voce e corpo narrante Paola Tortora, testo inedito del poeta Manrico Murzi (Ambasciatore Cultura UNESCO ) e musiche originali di Luca Urciuolo.
Elena, causa della lunga guerra(…) uscita dalla città, fa giri intorno al cavallo si legno, imita le voci di madri di eroi, eventualmente, rinchiusi nel ventre del destriero, per provocarne la reazione.

Paola Tortona, scivolerà vocalmente in sette dialetti del sud, per dar voce a madri e spose di guerrieri lontani, tentando di rompere il silenzio del cavallo. Al di sotto di questa tessitura vocale, si allaccia la musica, anch’essa ricca di silenzi, le risposte a Elena, le uniche risposte che potrà avere.

Un evento che si preannuncia estremamente interessante, all’interno di un programma che difficilmente deluderà, se solo ci si avvicinerà consapevoli che quello che si vedrà non sarà cortese teatro classico, ma estenuante e dura ricerca, tesa sempre allo spettatore, che deve vivere ciò che vede perchè solo così l’azione teatrale di ricerca può interrompersi su questo fronte e proseguire oltre.

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