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29 giugno 2012

Elogio dell’Ozio di Gianfranco Perriera

Ci Sono boutade che ci accompagnano sin dall’infanzia, probabilmente perché nascondono una qualche insidia per il pensiero.

Su una di queste boutade si concentra “Prendo i soldi… per stare a casa. Come guadagnare senza fare nulla“, scorrevole libretto di Riccardo Lazzerini, scenografo, regista, organizzatore culturale, consigliere provinciale a Firenze.

È possibile – si chiede l’autore – che la gente accetti di rinunciare a qualsiasi impegno lavorativo, acconsenta a restarsene a casa per un certo numero di ore in cambio di uno stipendio di mille euro?

Se ne ricaverebbe una consistente riduzione degli incidenti sul lavoro e dei costi dei relativi indennizzi, si potrebbe sfuggire al consumismo compulsivo e agli imperativi volti a renderci iperproduttivi, si recupererebbe un tempo più a misura d’uomo e meno stressante e, dulcis in fundo, si potrebbero offrire alcune ore di “non lavoro” come volontariato in campo sociale. Nel passato – viene da pensare – l’umanità, per sfuggire alla tirannia del tempo produttivo, sognava l’età dell’oro o il paese di Bengodi. Nell’Ottocento, Marx profetizzava una società che, nel trionfo della tecnica, avrebbe esentato l’uomo dalla fatica e gli avrebbe regalato il tempo davvero libero.

E, ai nostri giorni, invece non resta che l’opportunità di una volontaria esclusione. E se tra le pieghe divertite del libro di Lazzarini si annidasse la cruda verità che soltanto la segregazione (di alcuni? di tanti?) consentirebbe all’attuale sistema di sopravvivere? Chissà. Ad ogni modo è con un senso di sollievo che apprendiamo che il piccolo campione cuiè stata sottoposta la proposta abbia preferito declinare l’offerta.

Il libro: Riccardo Lazzerini, “Prendo i soldi… per stare a casa. Come guadagnare senza fare assolutamente nulla“, Presentazione di Andrea Barducci, Prefazione di Fabio Bonasera, Con 4 vignette inedite di Sergio Staino, Pagine 80, Euro 7,90 (ISBN: 978-88-9570-993-2)

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