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1 giugno 2012

Fermate “Timpaviva”?

Nell’Italia che raschia il fondo di valori, credibilità politica, sociale, economica e che non vede ormai neanche lontanamente l’orizzonte, capita di leggere un comunicato di un partito di sinistra (ma davvero poco importa), “Ecologia e Libertà” (sede di Acireale), che con grande illuminazione e credendo di aver trovato la soluzione a molti problemi, avvisa varie istituzioni locali della “pericolosità” per le “Chiazzette” di Acireale, luogo naturalistico e caratteristico della città etnea, di una manifestazione, “Timpaviva”.

Evento che da quattro anni un gruppo di ragazzi dell’Associazione Culturale Barock mette su con grande sacrificio (e senza ricavarne neanche un euro), facendo rivivere tra arte, musica, spettacoli, ecologia, associazionismo e condivisone, un luogo meraviglioso ma lasciato come spesso  accade nel nostro Paese, marcire nell’indifferenza quasi generale. Tipica iniziativa dal basso che tende a ravvivare ed utilizzare luoghi pubblici dimenticati.

Nel comunicato si dice che Timpaviva danneggia un luogo naturalistico provocando inquinamento ambientale e acustico e per questo motivo deve essere vietata e annullata. Ironia della sorte, a pochi passi dalla Timpa scorre la statale che collega Acireale a vari paesi etnei, trafficatissima per tutto il giorno, tutti i giorni, con evidente, notevole e naturale inquinamento.

Ancora una volta capita purtroppo di scoprire iniziative politiche senza logica, fuori dalla realtà quotidiana di un territorio. Ci sono modi e modi di fare rispettare e applicare le leggi e i regolamenti, interpretandole con buon senso e intelligenza, legandole alle situazioni reali. Altrimenti si corre il rischio di portare avanti “lotte” stupide, bacchettone e che portano alla morte di qualsiasi stimolo verso il cambiamento e la crescita. Perché la rinascita di un Paese passa anche dalle iniziative di singoli gruppi e per singole (e piccole magari) cause. Solo così si puo’ sperare di risvegliare le coscienze e prendere coscienza e consapevolezza che se si vuole qualcosa bisogna spesso rimboccarsi le maniche e concretizzarle.

Ennesima brutta sconfitta (semmai ce ne fosse ancora bisogno) della politica, quella riconosciuta e legittimata, quella che poi ritroviamo con i propri esponenti nelle sedi istituzionali a rappresentarci. Politica che non riesce proprio e in nessun posto in Italia a mostrasi in qualche modo nuova e soprattutto pura.

 

timpaviva.blogspot.it

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