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18 giugno 2012

“Ferrara sotto le stelle”, finalmente si comincia

Parte in ritardo l’edizione 2012 di Ferrara sotto le stelle, ma non per demeriti degli organizzatori: è stata infatti l’emergenza causata dalle scosse di terremoto che dal 20 maggio hanno colpito l’Emilia a rendere necessario il rinvio del concerto degli Afterhours, inizialmente previsto per venerdì 15 giugno nella tradizionale location di Piazza Castello, al 22 luglio nello stesso luogo.

Posticipata dunque l’esibizione della band di Manuel Agnelli, che nel suo show suonerà, oltre ai vecchi classici tanto amati dai fans, i brani del nuovo album Padania, pubblicato lo scorso aprile e per le cui registrazioni si è riunito al gruppo il chitarrista Xabier Iriondo (che aveva lasciato nel 2001 per poi rientrare in occasione dei concerti dell’anno scorso), toccherà a Charlotte Gainsbourg inaugurare il festival di quest’anno: l’attrice e cantautrice francese, figlia di Serge Gainsbourg e di Jane Birkin, presenterà il suo ultimo lavoro, il doppio album (composto da un disco in studio e uno dal vivo) Stage Whisper, prodotto da Beck. Il concerto, che si terrà lunedì 25 giugno nel Cortile del Castello, una sede forse più adatta alla musica della Gainsbourg rispetto alla piazza, vedrà la cantante francese accompagnata dal musicista neozelandese Connan Mockasin.

Provengono invece dall’Inghilterra altri due ospiti di primo piano del festival di quest’anno, Paul Weller e i Kasabian. Weller, che mercoledì 11 luglio porterà in scena il suo ultimo album Sonic Kicks, uscito quest’anno con un grande successo (numero uno in classifica in Gran Bretagna), non ha bisogno di molte presentazioni: si tratta infatti di uno di grandi personaggi del pop-rock inglese degli ultimi 35 anni, leader di gruppi come i Jam nella seconda metà degli anni ’70 e gli Style Council negli anni ’80 e fonte di ispirazione per le band brit-pop degli anni ’90, Oasis in primis. I Kasabian, invece, si esibiranno tre giorni dopo, sabato 14: formatisi a Leicester nel 1997, hanno esordito nel 2004 con l’album omonimo e da allora la loro musica, un miscuglio di rock, elettronica e psichedelia, li ha portati ad ottenere un successo che è cresciuto disco dopo disco, fino all’ultimo lavoro Velociraptor!, uscito l’anno scorso con ottimi riscontri commerciali anche al di fuori del Regno Unito.

Non si ascolterà solo rock, comunque, a Ferrara sotto le stelle: per chi ama una musica più intimista ci saranno infatti i concerti di Bon Iver (giovedì 17 luglio, unica data italiana) e di Damien Rice, che il 27 luglio chiuderà la manifestazione. Dei due, il più noto è senz’altro Rice: il musicista irlandese, pur avendo al suo attivo solo due album, O e 9, e una manciata di singoli ed EP, si è costruito negli ultimi dieci anni una solida fama con il suo folk-rock dalle melodie ariose e in molti punti malinconiche, stilisticamente vicino ad autori come Nick Drake, mettendo d’accordo pubblico e critica. Le sue canzoni sono particolarmente adatte a commentare delle sequenze cinematografiche, e non a caso sono state inserite in numerosi film e telefilm. Anche Bon Iver (storpiatura dell’espressione francese “bon hiver”, cioè “buon inverno”), sigla sotto cui si cela il cantautore americano Justin Vernon, si inserisce nell’ambito del folk-rock: rispetto alle canzoni di Rice, però, quelle di Vernon mettono in mostra arrangiamenti assai più spartani e una vena maggiormente sperimentale, caratteristiche che costringono, almeno inizialmente, ad ascoltarle con una certa concentrazione per poterle apprezzare appieno.

Infine, una nota sulle presenze femminili dell’edizione di quest’anno: detto di Charlotte Gainsbourg, bisogna però ricordare anche il concerto del 20 luglio di Soap&Skin, alias Anja Franziska Plaschg. Questa giovanissima (ha 22 anni) pianista e cantante austriaca, finora autrice di due album molto apprezzati dalla critica intitolati Lovetune for Vacuum e Narrow, è considerata una sorta di bambina prodigio: impossibile definire con esattezza la sua musica, influenzata, per ammissione della stessa Plaschg, da artisti come Bjork, Cat Power, Xiu Xiu, Nico e Aphex Twin e da compositori come Rachmaninov e Arvo Pärt, se non con la generica espressione “musica sperimentale”.

Programma interessante, non c’è che dire: l’edizione 2012 di Ferrara sotto le stelle sembra davvero in grado di offrire musica di qualità per tutti i gusti. A questo punto, bisogna solo sperare che la paura del terremoto non scoraggi gli spettatori e non li allontani da quella che ormai da molti anni è una delle realtà più belle dell’estate musicale italiana.

 

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